Il ritiro di Valentino Rossi: la storia che ha portato la MotoGP alla notorietà

Il ritiro di Valentino Rossi: la storia che ha portato la MotoGP alla notorietà

Un uomo che solo con il numero 46 raccontava tutto di uno sport e che è diventato esso stesso uno dei principali riferimenti per le due ruote. Dopo 30 anni di presenze in gara e con ben 9 titoli di motomondiali vinti, ecco l’annuncio del ritiro di Valentino Rossi.

Recentissima la notizia che molti però si aspettavano: il ritiro di Valentino Rossi, che dal prossimo anno cambierà veste e lascerà quella del pilota di MotoGP. Ciò che è sicuro è che tutti e non solo gli appassionati o i giornalisti ricorderanno la leggenda che ha portato il Dottore, gara dopo gara, a raggiungere la vetta più alta ed a far arrivare la disciplina ad una grande notorietà, in Italia e nel mondo.

Il mondo della MotoGP con il Dottore

Valentino Rossi inizia il suo percorso a 2 anni e qualche mese a casa di papà con una minimoto con le rotelle ma all’inizio degli anni ‘90 il modenese Claudio Lusuardi (nel team che gestiva le Mito 125 Cagiva all’interno del campionato italiano Sport Production) fu il primo a dare la possibilità al pesarese Valentino di avere una “moto da corsa”. Fu proprio lui a fargli il primo “provino” nel 1993 e a notare fin da subito il suo talento, dato dalla passione trasmessa dal padre Graziano Rossi.

Fino a prima degli anni 2000 il mondo delle gare motociclistiche era rimasto spesso in seconda fila rispetto ad altri sport di visibilità nazionale, ma dal 1996, quando Valentino esordisce nella Classe 125, questa disciplina inizia ad acquisire importanza. Ancora di più quando l’anno successivo passa alla squadra ufficiale Aprilia Racing nel motomondiale. Proprio in quell’anno ha vinto il suo primo titolo in sella ad una moto sponsorizzata Nastro Azzurro, che è diventato il suo sponsor principale. Di anno in anno Valentino Rossi prende sempre più spazio. Da quando debutta nel motomondiale 2000-2001 in MotoGP con Honda le sue vittorie sono una crescita continua, posizionandosi in ottimi traguardi. L’anno successivo entrano in gioco dei cambi tecnici e Rossi vince il quarto titolo mondiale ma soprattutto diventa il primo motociclista della storia a laurearsi campione in quattro categorie differenti: 125, 250, 500 e MotoGP.

Curva dopo curva, vari sono stati i cambiamenti tecnici e i duelli con i grandi come Capirossi, Gibernau, Pedrosa o Biaggi che, lungo una carriera con luci ed ombre, a più di quarant’anni lo portano a 9 Mondiali vinti, 424 Gare disputate, 115 gare vinte, 235 Podi e 65 Pole Position.

 

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La storia di Valentino Rossi tra brand e autobiografie

Il 46, il suo storico numero di gara, è diventato presto un marchio di questo sport . Il simbolo VR46 verrà ricordato a lungo insieme al soprannome “il Dottore”, datogli inizialmente dai tifosi per le sue grandi abilità nel liberarsi dalle difficoltà in pista sulle due ruote e che, poi, è divenuto realtà nel 2005, quando ottenne una laurea ad honoris causa dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

La popolarità di Valentino Rossi, conosciuto come "il dottore"

Valentino Rossi nel suo percorso di carriera si è costruito una popolarità sempre più ampia che va molto al di là dei meri appassionati di motociclismo e dei giornalisti. Il Dottore infatti, è stato protagonista anche:

  • di un’autobiografia scritta con il giornalista Enrico Borghi edito da Mondadori, dal titolo “Pensa se non ci avessi provato”
  • di due fumetti dedicati a lui “Quarantasei” e “Fast 46”, disegnati da Milo Manara
  • di un film documentario dedicato alla MotoGP chiamato “Fatest – il più veloce” del regista Mark Neale
  • di un videogioco “Valentino Rossi: The Game”, ideato per i suoi vent’anni di carriera. Precedentemente anche il videogioco “Grand Theft Auto: San Andreas” dedicò un omaggio al pilota.

Le opere su di lui però sono state anche molte altre, ma Valentino viene maggiormente ricordato per essere stato il volto di alcune pubblicità, come lo storico partner della birra Nastro Azzurro, oltre ad altre aziende come Fastweb, Telecom e Honda.

Nella conferenza stampa di pochi giorni fa il Dottore ha annunciato il suo ritiro aggiungendo:

Sembra che in Italia io abbia portato tanti tifosi al motomondiale, tanti che hanno iniziato a seguirmi. Un po’ come il successo con Tomba nello sci. È una cosa bella della mia carriera. Ho intrattenuto di domenica tante persone, si sono divertite con me per una o due ore con me in quelle domeniche. Penso sia questo il bello ed è per questo che alcuni mi definiscono una leggenda, anche oggi che non vado forte.

Valentino Rossi oggi

Circa 11 i milioni di follower, in media 435.523 i like ricevuti per ogni post pubblicato su Instagram, 2.474 la media dei commenti per ogni post e si stima circa dai 30.031 € ai 70.071 € il Costo Medio Per Post. Non è un profilo Instagram qualunque ma è quello di @valeyellow46 o anche noto come Valentino Rossi. Qui i dati nello specifico.

 

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Motociclismo, giovani e merchandising: così potrebbe essere riassunto l’impero imprenditoriale di Rossi oggi, formato da sei diverse società direttamente controllate in toto dall’ormai quarantaduenne pilota. Queste società si occupano del Ranch, della pista da Cross di Rossi nelle Marche, dell’immagine di Valentino come VR/46, ma anche dei team creati direttamente da Rossi ovvero VR/46 Team, VR/46 Riders Academy e VR/46 Junior Team.

Quale può essere l’impatto del suo addio al motomondiale?

Per avere un ordine di idee, nel dati 2019 della capofila VR/46 Racing Apparel viene citato che il valore di produzione di quell’anno ha subito un decremento per più fattori quali la riduzione del pubblico, alcuni eventi del campionato MotoGP e ad una competitività meno forte della moto (Yamaha). A causa di questi elementi le vendite dirette sono diminuite del 20%.

Il futuro probabilmente non in sella ma al volante? Rossi, infatti, ha dichiarato:

Adoro correre con le macchine, penso che farò questo dall’anno prossimo, ma dobbiamo ancora definire questa decisione. Mi sento un pilota e penso lo resterò per tutta la vita. 

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