Italian Wine Economy: come cambia il consumo di vino tra startup innovative e trend di mercato

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Di questi tempi, la necessità di non spostarsi di casa potrebbe far pensare che il consumo di vino possa essere drasticamente calato in Italia. In realtà la voglia di bere un buon bicchiere rimane; ciò che varia sono le modalità di acquisto ed è proprio qui che le buone idee sanno dare una risposta.

Com’è cambiato il modo di consumare vino

Tra i diversi trend sempre più presenti nel Belpaese per quanto riguarda il vino, l’e-commerce è quello che sta forgiando nuove startup sempre più di successo nel territorio nazionale e all’estero, guadagnandosi la fiducia dei mercati e soprattutto dei piccoli produttori.

Winelivery

Winelivery è una di queste. App milanese operante in tutte le maggiori città d’Italia, ha saputo creare un servizio rivoluzionario: è dedicata, infatti, a chi vuole bere senza muoversi da casa, garantendo consegne last minute in soli 30 minuti. Con un’offerta che spazia dalle più comuni birre a pregiate bottiglie di vino, fino ad arrivare al sake o ai cocktail, nelle ultime settimane Winelivery ha visto aumentare la richiesta di consegne di bevande a domicilio di un +25% a livello nazionale e +50% nelle città del nord Italia.

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Tannico

Tra le realtà innovative presenti in rete c’è anche Tannico: l’enoteca di vini italiani più grande del mondo. Oggi è leader nel mercato italiano delle vendite di vino: ogni dieci bottiglie vendute online, tre sono consegnate da questa azienda.
Con un magazzino di 2.000 metri quadrati alle porte di Milano e un altro in Gran Bretagna, Tannico vanta infatti 9.000 etichette e a soli cinque anni dalla nascita, è l’azienda nel food-tech che ha raccolto maggiori investimenti in Italia. Basti pensare che ad oggi, grazie al suo successo, ha spedito oltre un milione di bottiglie nel mondo.

WineOwine

Poi c’è WineOwine che sogna di cambiare il modo in cui le persone si avvicinano e scoprono il mondo del vino. Un portale di vendita online di vini di alta qualità selezionati da piccole cantine, che attraverso la ricerca di vini di piccoli produttori vuole regalare ai propri soci un’esperienza di consumo unica dando loro la possibilità di ricevere a casa prodotti esclusivi e di eccellenza.

wineowine

Vino75

Vino75 è, invece, un’azienda fiorentina caratterizzata da un ampio assortimento di vini delle migliori cantine italiane e straniere, che è possibile scegliere online attraverso preziosi consigli di sommelier o precisi filtri del catalogo per diventare dei veri intenditori.

Sommelier Wine Box

Un’altra incredibile startup fondata nel 2018 da tre “giovani sognatori” è Sommelier Wine Box. Sommelier Wine Box permette di acquistare un box contenente tre vini sempre diversi e selezionati dai più noti sommelier italiani attraverso un abbonamento mensile o con durata a piacere, e ricevere a sorpresa una confezione attentamente curata nel dettaglio. Due sono le tipologie di box ordinabili online: quello per gli “entusiasti” ‒ perfetto per chi è curioso e ama farsi stupire ‒ e quello per gli “esperti” ‒ ideale per chi è sempre in cerca di rarità e vini di nicchia. L’obiettivo è semplice: raccontare le storie di quei vini e delle famiglie che li hanno prodotti, promuovendo i piccoli viticoltori, attori e custodi dei territori italiani più autentici.

Vinhood

Per chi invece non sa scegliere o vuole farsi sorprendere dalle novità, Vinhood è l’azienda a cui chiedere consiglio. L’unione tra algoritmi e passione ha saputo, infatti, dare vita a un app capace di consigliare il prodotto più adatto a ogni palato. Attraverso un test l’app è in grado di identificare i prodotti in base alle preferenze di una persona in termini di alimenti. Per ora il test funziona soltanto per vino e caffè, ma prossimamente ci sarà spazio anche per gli amari. Con una vera e propria “geografia del gusto” composta da diversi #Caratteri ‒ ben quindici per il vino, dal brillante al seducente fino all’estroverso, e quattro per il caffè ‒, Vinhood si propone quindi come “Esperto del Gusto” e non è un caso che il 91% delle persone si siano identificate con il #Carattere consigliato.

Albicchiere

Il dispenser smart che conserva il vino fino a sei mesi dall’apertura è un’idea tutta italiana. Nato dalla mente di una startup umbra di nome Albicchiere, lo Smart Wine Dispenser è in grado di mantenere il vino alla temperatura perfetta, conservandolo oltre otto volte più a lungo dall’apertura della bottiglia rispetto ai dispenser già presenti nel mercato. L’innovazione sta nella capacità del dispositivo, Albi, di saper riconoscere in maniera automatica la tipologia di vino all’interno della smart bag (un contenitore flessibile posto dentro il dispenser), riuscendo a portare e a mantenere la temperatura ideale di servizio del vino, per un bicchiere semplicemente perfetto.

Nuovi metodi e vini fuori dal comune

Oltre all’e-commerce e alle startup ciò che colpisce di questo settore sono anche le nuove frontiere del gusto, metodi di produzioni creativi e diversi stili di consumo che conquistano sempre più appassionati e nuovi pubblici.

Nonostante il vino sia sempre stato associato a una clientela colta e in una fascia d’età medio-alta, una ricerca di Beer Market ha dimostrato, invece, che oggi anche i Millennial rientrano tra i grandi consumatori. Alla birra, infatti, preferiscono sempre più un buon calice di vino. Non è un caso che sui social spopolino post dedicati alla “wine mania”, con oltre 7 milioni di post con l’hashtag #winelover.

Tra nuovi e “vecchi” sapori

Il primo trend sulla bocca di tutti è l’aumento del consumo di vini vegani, prodotti senza interazioni di derivazione animale, sia da vigneto che da cantina, con certificazione e controllo da SGS, quest’ultimo un organismo di controllo e di certificazione indipendente. Il segmento vegano è sempre più in aumento per rispondere, oltre alla curiosità di un nuovo metodo di produzione, anche alle esigenze di chi ha scelto questo stile di vita.

vini veg

Un altro tipo di vino prodotto per rispondere a un bisogno ambientale sono i vini organici, ottenuti senza l’uso di prodotti chimici sintetici e secondo i principi del bio, fondamenti ormai di molte aziende. Non da meno sono i “Low ABW Wines”: vini dal tasso alcolometrico compreso tra i 6 e gli 8,5 gradi sempre più amati dai giovani.

Dopo lo scalpore per l’utilizzo di questa pianta per diversi prodotti, dalla cura della persona fino all’alimentare, sono arrivati anche loro: i vini alla cannabis, che pian piano stanno conquistando, oltre all’estero, anche il mercato italiano. Il prodotto made in Italy più famoso si chiama Canavì e arriva da un’azienda delle Marche che attraverso una continua ricerca e sperimentazione vuole affermare un’idea di coltivazione alternativa.

vino rose

Le colorazioni delle nostre amate bottiglie non sono da meno nei nuovi trend e vini rosati e gli orange wine, forse troppo spesso messi da parte, trovano finalmente il loro momento di celebrità. Dai gusti più leggeri ma altrettanto aromatici, con delle note che spesso sorprendono, queste due tipologie sanno essere sempre più apprezzate.

Tra i più desiderati inoltre, tanto da essere classificati rispettivamente come il 18esimo e il 17esimo vitigno più coltivato al mondo, il raffinato Riesling e il fruttato Cabernet Franc stanno conquistando sempre più appassionati, occupando sempre più spazio nelle carte dei vini dei più importanti ristoranti italiani.

“Il segreto del successo è fare le cose comuni in un modo insolito (John D. Rockefeller)”

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Bring Your Own Bottle, non ha errori di traduzione: portarsi il vino da casa e berlo nei ristoranti è sempre più di tendenza. Nata come ultima moda negli States, sta facendo il suo primo passo anche in Italia nonostante le regole di bon ton della povera Csaba Dalla Zorza, che oltre ai cucchiaini da dessert avrà un incubo peggiore.

Come spiega Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 e Professionista dell’Anno 2019: «Il consumatore porta la sua bottiglia al ristorante che gli mette a disposizione il servizio professionale, i giusti calici e anche dei piatti abbinati.» Ciò che caratterizza però questa modalità sono i cork fee, ovvero i pagamenti per la stappatura delle bottiglie, che in certi casi possono anche arrivare a raggiungere i 150 euro.

I vini in lattina poi, diffusissimi negli anni Ottanta seppur non godendo di una buona reputazione in termini di qualità, sono sempre più prodotti e amati. Adatti a situazioni informali come un pic-nic in famiglia o una grigliata, sebbene questi tipi di vini possano sembrare piuttosto economici, si caratterizzano invece per un design da invidia e la capacità di adattarsi a ogni situazione lasciando tutti a bocca aperta. Anzi, chiusa e in estasi.

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