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La vera felicità? Vive nelle esperienze

da 23 Febbraio 2016Nessun commento
esperienze di viaggio
“I soldi non fanno la felicità” fino a che punto questa affermazione è veritiera? Lo sappiamo, il denaro non è la condizione sufficiente per essere felici, ma ne costituisce un fattore importante. La vera questione da porsi infatti è un’altra: come è meglio spendere i nostri soldi per raggiungere una felicità reale e duratura? A quanto pare in esperienze, non in gadget vari.

Come spendere i soldi che guadagniamo con molto sudore è un dilemma a cui tutti noi siamo sottoposti ogni giorno. Spesso scegliamo una cosa rispetto ad un’altra perché effettivamente ci è più utile in quel momento (o almeno pensiamo sia così). Altre volte, invece, decidiamo sulla base di ciò che pensiamo possa renderci più appagati, concentrandoci solitamente nel breve periodo. Ma quante volte ci fermiamo prima di comprare qualcosa a pensare cosa ci renderà più felici a lungo termine?

Un professore di psicologia americano, Thomas Gilovich, ha trasformato questa domanda in una ricerca vera e propria che lo ha tenuto impegnato per ben vent’anni (Gilovich, T., et al., A wonderful life: experiential consumption and the pursuit of happiness, Journal of Consumer Psichology (2014)). Insieme ad altri collaboratori ha cercato di capire cosa renda più felici le persone, senza focalizzarsi però sullo specifico: ha diviso gli acquisti in due grandi categorie – materiali ed esperienziali – e ha cercato di capire quale sia l’investimento più soddisfacente nel lungo periodo.

Esperienza o oggetto? Come distinguerli

esperienze vs oggetti

Nella ricerca vengono definite le due categorie di acquisto:

  • acquisto materiale, ovvero oggetto: “spendere denaro con la principale intenzione di acquisire un bene materiale – un oggetto tangibile che ottieni e tieni in tuo possesso”
  • acquisto esperienziale, ovvero esperienza: “spendere denaro con la principale intenzione di acquisire un’esperienza di vita – un evento o serie di eventi che vivi personalmente”.

La distinzione però non è sempre così semplice e lineare. Ci sono infatti alcuni oggetti che servono come mezzo per le esperienze. Se pensiamo ad esempio all’acquisto di un camper: di per sé è un oggetto, un acquisto materiale. Ma al tempo stesso permette di viaggiare, di andare ovunque si voglia, fino a diventare una seconda casa: le esperienze che evoca sono davvero tantissime. In quale categoria dovrebbe quindi rientrare?

La natura ambigua di alcuni acquisti potrebbe farci dubitare della teoria, ma in realtà presenta delle ulteriori opportunità. Il fatto che a volte lo stesso acquisto possa essere descritto in termini sia materiali sia esperienziali permette ai ricercatori di confrontare le conseguenze di vederlo in un modo o nell’altro. Da questo paragone gli studiosi hanno dedotto che non è quindi il tipo di acquisto di per sé a determinare l’appagamento delle persone: ciò che definisce il livello di soddisfazione è invece l’insieme dei processi psicologi che vengono evocati.

Se ci pensiamo questa non è affatto una novità, anzi: troviamo più esempi di quelli che possiamo pensare in tutto ciò che ci circonda. Sempre più spesso ciò che viene promosso, venduto e comprato non è più il prodotto, ma l’esperienza che deriva dall’acquisto dell’articolo in questione. Il marketing esperienziale che mira a colpire le emozioni del consumatore viene applicato ormai ovunque.

La ricerca ci svela il segreto per la felicità

domande relax

I ricercatori hanno quindi esaminato i processi psicologi che si nascondo dietro ad un acquisto, mettendo a confronto il diverso impatto sul nostro benessere. Non pensate che l’abbiano fatto tramite esperimenti complicati o con utilizzo di apparecchiature particolari. Gli psicologi hanno semplicemente posto delle domande ai partecipanti della ricerca.

In particolare, (quasi) tutte partono dallo stesso presupposto: avere in mente sia un acquisto materiale sia uno esperienzale del proprio passato. Se ci state già pensando, siete a buon punto. Potrete infatti provare sulla vostra pelle alcuni dei quesiti che sono stati posti ai partecipanti della ricerca, subito seguite da ciò che essa ha messo in evidenza a partire da questi spunti di riflessione. In questo modo potete capire voi stessi quale sia il risultato degli esperimenti.

Quanto eravate soddisfatti dei due acquisti nel momento in cui li avete comprati? Quanto invece siete contenti di quei due acquisti ora, dopo che è passato un po’ di tempo?

L’appagamento che deriva dall’acquisto di un’esperienza rimane costante nel tempo, mentre quello da un oggetto tende a diminuire. Questo accade per il fenomeno dell’adattamento: un acquisto materiale provoca più assuefazione rispetto ad un’esperienza vissuta. Anche se il primo ci rimane, la seconda è fugace ma ci lascia qualcosa di più significativo: ricordi.

Se pensate al vostro più grande rimpianto, riguarda non aver fatto un’esperienza o non aver acquistato un oggetto? E se invece riflettete su ciò che vi siete pentiti maggiormente di aver comprato: in quale delle due categorie rientra?

Le persone rimpiangono più spesso di non aver fatto qualcosa piuttosto che non aver comprato qualcosa. Al tempo stesso, è più probabile che una persona si penta dell’acquisto di un oggetto, piuttosto che di un’esperienza, perché in quest’ultima riesce sempre a trovare dei lati positivi.

Avete intrattenuto più conversazioni parlando di oggetti che avete acquistato o di esperienze che avete vissuto? Vi siete sentiti più vicini a persone che hanno acquistato qualcosa che avete comprato anche voi o ad altri che condividono con voi delle esperienze?

Le esperienze permettono più degli oggetti materiali di entrare in sintonia con gli altri: è più facile sentirsi in sintonia con persone che hanno provato le stesse esperienze rispetto a chi condivide con noi solo degli oggetti. Inoltre, parlare con altri delle proprie esperienze rende ancora più felici ed appagati della propria scelta, cosa che invece non accade in modo così evidente se l’argomento sono dei beni materiali. In poche parole, le esperienze permettono una maggiore relazione sociale, che tende anche a generalizzarsi e auto-rinforzarsi.

Provate a pensare di raccontare una breve storia della vostra vita: inserite più acquisti materiali o esperienziali?

I beni che le persone possiedono possono essere importanti, ma non saranno mai centrali nella propria vita come le esperienze vissute: i primi rimarranno sempre separati da noi, mentre le seconde costituiscono complessivamente la nostra autobiografia. Sono le esperienze infatti che ci hanno permesso di diventare ciò che siamo: “We are what we do, not what we have”.

Immaginate di aver fatto i due acquisti. Come reagite se scoprite che qualcuno che conoscete ha comprato gli stessi vostri articoli ma a minor prezzo?

Le esperienze sono meno soggette a confronti “invidiosi” rispetto ai beni materiali, e quindi non tolgono felicità a chi fa questo tipo di acquisto. Gli oggetti, invece, istigano spesso comparazioni sociali che provocano una diminuzione dell’appagamento che deriva dal bene acquistato. Questo accade anche perché le esperienze sono più difficilmente confrontabili con altre rispetto a quanto lo siano gli oggetti.

Il risultato della ricerca è piuttosto univoco: sono le esperienze che ci permettono di raggiungere davvero la felicità. Per molti probabilmente l’esito era abbastanza scontato, per altri invece è una sorpresa. È ovvio che si tratta di uno studio, e quindi le eccezioni esistono, quindi non preoccupatevi se il vostro cellulare, i vostri vestiti o la vostra enorme TV vi sembrano gli acquisti migliori mai eseguiti.

Dove cercare e trovare esperienze indimenticabili…

Ora che sappiamo quale sia il segreto della felicità, possiamo utilizzare al meglio le nostre risorse. Quindi guardatevi intorno, perché siamo circondati da esperienze interessanti e appaganti da vivere, di cui spesso non siamo a conoscenza. In particolare, due sono gli ambiti in cui porre particolare attenzione perché vi permettono di vivere momenti di cui sarete sicuramente soddisfatti:

  • esperienze da MARKETERs
  • tutte le altre esperienze di svago, viaggi in primis.

… da MARKETERs

marketers club

Per esperienza personale vi consiglio di partecipare a tutte le iniziative, task, eventi e visite aziendali organizzate dal MARKETERs club: sono momenti unici, che trasmettono davvero tanto e permettono di imparare moltissime cose. Non potremo mai dimenticarci degli spunti che ci ha trasmesso Paolo Iabichino (MTalk: 10 cose che ricorderemo dalle parole di Paolo Iabichino) o della creatività che abbiamo visto nell’ideatore di Sii come Bill (Questo ragazzo ha capito tutto del Social Media Marketing senza saperne nulla). Cogliete ogni occasione che potete per allenarvi sul campo, ovvero “Learning by doing”. Fidatevi, sarà un punto a favore per il vostro futuro!

Se questo non vi bastasse, potete partecipare ad altre occasioni di formazione. Molteplici sono gli eventi di business e marketing, noi ve ne consigliamo alcune da non perdere nel 2016: 10 Eventi di Marketing da regalare a un MARKETER. E non lasciatevi sfuggire l’occasione di assistere agli eventi indipendenti che partono dal formato TED, oppure di rivivere i Talk disponibili online (se volete sapere di più sulle conferenze TED: TED: Dream, la Conference 2016 si avvera al cinema).

… di ogni altra natura

mappa

Viaggiate, viaggiate, viaggiate! Non esiste esperienza migliore di visitare altre città, conoscere posti nuovi e girare il mondo. Se siete degli amanti dei viaggi come me, starete probabilmente già puntando la vostra nuova meta – o addirittura già prenotando – dopo aver scoperto che anche la scienza sostiene che visitare il mondo fa bene alla salute. Oggi potete anche fare vacanze da sogno spendendo poco grazie a bidtotrip.com (Bidtotrip: il tuo sogno diventa low cost), che mette all’asta soggiorni di lusso.

Non solo, non possiamo dimenticarci di tutta quella serie di esperienze che derivano dalla musica, come concerti e festival, che regalano emozioni irripetibili. Poi, se qualche pomeriggio non sapete cosa fare e siete amanti dei vini, perché non fare qualche degustazione in diverse cantine? Come ben saprete in Veneto (e non solo) c’è l’imbarazzo della scelta!

Infine, pensate all’idea che vi fa sognare, magari legata anche a passioni personali, e prediligetela rispetto ad altri acquisti materiali. Gli oggetti vi potranno rimanere più a lungo ma è grazie alle esperienze che scorrono in fretta che riusciamo ad avere dei ricordi significativi. Quei ricordi che ci rendono felici e non ci fanno dimenticare come siamo veramente.

Quindi ora è il vostro turno. Pensate, vivete e fateci sapere: quali sono le esperienze che più vi hanno reso come siete e quali vorreste invece vivere?

Giada Carlassara

Sostenitrice delle esperienze stimolanti, non riesco a smettere di complicarmi la vita “facendo cose”. Appassionata di innovazione, utilizzo la scrittura per imparare, soprattutto quando si tratta di digital. Credo nell’essenza dei viaggi, nel fascino dei motori e nel potere della creatività.

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