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Il tormentone estivo: colonna sonora di una stagione

da 5 Luglio 2016Nessun commento
Dopo secchiate d’acqua degne del più piovoso novembre, l’estate 2016 sembra essere arrivata anche per noi di This MARKETERs Life: dalla Corona al baretto con gli amici al tramonto instagrammato sul pontile, da Jesolo al Salento passando per Riccione, siamo tutti pronti a sfoggiare il nostro nuovo costume PE16 unito alla tintarella “bianco ufficio” tra una pianificazione e l’altra. Come mai allora ci sentiamo ancora così incompleti all’inizio di luglio? Semplice, non abbiamo ancora decretato il tormentone estivo 2016.

Il tormentone: una definizione

Sì, proprio quella canzone sciocca e senza senso che senti passare per radio circa 20 volte al giorno fino allo sfinimento, che inconsapevolmente canticchi mentre guidi per andare in ufficio, che il deejay mette all’aperitivo al grido di “Su le mani!”, che i bambini ballano scatenati alla baby dance del campeggio in Croazia, e che tu finisci per odiare con tutto il cuore in quanto saldamente ancorata al tuo cervello fino all’ultimo sole di settembre.

E poi come per magia, alla chiusura degli ombrelloni il tormentone estivo scompare da qualsiasi canale televisivo, emittente radiofonica o TV Sorrisi e Canzoni. Rimarrà comunque in un angolino della nostra memoria, pronto per essere cantato a squarciagola nelle sagre della porchetta, nei flash mob al parco o ai matrimoni ad alto tasso alcolico.

Shakira Waka Waka

I segreti del tormentone perfetto

Ma quali sono gli elementi indispensabili che trasformano una canzone estiva in un vero e proprio tormentone? Dopo un’attenta riflessione ne ho individuati ben cinque.

  1. Il tema: no alla serietà! Un tormentone estivo ci deve parlare di ombrelloni, viaggi da sogno, gelati al cioccolato, amori da spiaggia, sabbia sui piedi e chihuahua che ballano.
  2. Il testo: mai troppo lungo e difficile. Il lessico deve essere elementare, con rime immediate e possibilmente frivole (vi dice qualcosa sole-cuore-amore?).
  3. Il ritmo: ballabile in qualsiasi situazione musicale – discoteca fighetta, aperitivo in infradito sulla spiaggia, festa della birra – il tocco latinoamericano o l’inserimento di termini spagnoli è un gradito plus.
  4. L’esecutore: la classica meteora che a fine estate cadrà nel dimenticatoio, ma che grazie al tormentone estivo potrà campare di rendita fino alla morte.
  5. La coreografia: se alla canzone uniamo un video danzante che anche mia nonna è in grado di seguire a tempo, allora il successo del tormentone estivo è assicurato.

PSY

Alzate il volume!

Insomma, This MARKETERs Life ha creato per voi una Playlist Spotify a dir poco esaltante, con una carrellata dei migliori tormentoni estivi dagli anni 80 ad oggi. Voi ve li ricordate tutti? Per noi della redazione la selezione è stata davvero ardua, dato che più navigavo tra i video di Youtube, e più ritrovavo vere e proprie chicche dei bei tempi andati. Eccovi qualche anticipazione della nostra Playlist:

  • 2002, Las Ketchup “Asereje”. La quintessenza del tormentone estivo: testo senza senso, interpreti sparite dalla faccia della terra, coreografia elementare e ritmo coinvolgente. Chapeau.
  • 1985 Righeira “Vamos a la playa”. Ammetto che non ero ancora nata, ma volevo segnalarvi che Righeira è ancora vivo e vegeto e che ogni tanto partecipa a serate revival. Solo per amanti degli anni Ottanta.
  • 2003, DJ Bobo “Chihuahua”. Questo brano, assieme ad “Asereje”, partecipa sicuramente al contest per la Canzone Più Sciocca Mai Prodotta, eppure ha fatto ballare chiunque.
  • 2011, Michel Telò “Ai se eu te pego”. Canzone che ci ha accompagnato ben oltre l’estate, il cui titolo in portoghese è stato pronunciato nei modi più disparati causando incidenti diplomatici.
  • 1999, Piotta “Supercafone”. Nessuno meglio del burino romano rappresenta lo stereotipo dell’italiano medio al mare. E ammettiamolo che la sappiamo tutta a memoria!

Ed il tormentone 2016? Personalmente, date le condizioni meteo fino a qualche giorno fa decisamente avverse per godersi il mare ed il sole, è ancora presto per decretare il vincitore assoluto. Punto però sul quel belloccio di Alvaro Soler – e ammetto di essere di parte dato il mio amore sconfinato per la Spagna. Buona estate!

Anna Gazzola

Classe 1987 ed orgogliosamente laureata in lingue e traduzione, lavoro oggi nel settore fashion. Supersportiva e pasticcera in erba, amo trascorrere le mie domeniche mattina immersa nella lettura con una tazza di té.

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