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L’altra faccia della medaglia di Rio 2016

Durante i giochi olimpici del 2016, i nostri ragazzi si rendono conto di come alcuni fatti e circostanze del contesto siano ben più importanti dell’organizzazione e dell’evento in sé. Come può un ambiente povero di umanità ospitare un evento che di questo valore ne fa invece un elemento imprescindibile?

“Ma cos’è questo caldo!? Bè ma senti qua, non si respira!”

“Non soffrirai mica della sindrome di Studio Aperto vero Tommy? Dai vieni entra che ho acceso il clima”

“Ohh sì grazie, che bel fresco!! ”

“Allora hai qualche news? Sarà da un mesetto che non ci vediamo. Che mi racconti?”

“Mah niente di che sai, zero news, anzi mi sto anche un po’ annoiando, qualche festicciola in giro, Carolina è anche andata in vacanza…”

“Ma ancora li che ci pensi! Ma dai… lascia lì! Ascolta hai sete? Vado a vedere cos’ho in frigo.”

“Tommy apritemi che sono qua fuori da 5 minuti ma nessuno mi risponde e il campanello non va.”

“GUARDA CHE C’E’ LUCA FUORI DALLA PORTA!”

“Ok Tommy, adesso gli apro… Eccolo! Ciao Luca, vieni vieni!”

“Permesso, ciao bomber, sì ma fai riparare il campanello che mi stavo squagliando là fuori, oh senti che bel fresco però!”

“Eh sì, scusami mi sono dimenticato di dirtelo, tieni ti ho preso una birretta, vieni vieni entra”

“Bene bene, ecco l’altro! Hey, come stai Tommy?! Ma cosa te lo chiedo a fare stai sempre bene tu!”

“Ciao Luca! Si dai sto bene, un po’ annoiato… Sei tu che non ti annoi mai, sei anche stato al Giffoni Film Festival, ne hai da raccontare! Io è da un mesetto che sto guardando per andare a fare una decina di giorni in Brasile con la squadra, andiamo a fare un giro nel villaggio olimpico, visitiamo il Paese…”

“Fino a Rio? Ma sai che i giochi sono iniziati il 5 Agosto vero? Non è un po’ tardi ormai?”

“Eh sì hai ragione, non ho ancora deciso, mi sono un po’ informato ma Olimpiadi a parte non è che la situazione sia tutta rose e fiori là. Purtroppo in Brasile ci sono molte cose che non vanno proprio a braccetto con i valori dei giochi…”

“Io so che il Brasile fa parte del gruppo dei paesi economicamente emergenti, il BRIC, Brasile, Russia, India e Cina no? So che ci sono le baraccopoli ma che comunque è in forte via di sviluppo.”

“Eh magari fosse solo questo, Tommy ha ragione, per questi giochi e prima ancora per i mondiali del 2014 il governo ha espropriato terreni e case alla popolazione per costruire tutte le strutture necessarie. Pensate che gli  stadi e tutte le arene sono costruiti su terra indigena. Conoscete il Maracanã no? Il più famoso stadio di Rio, la sua costruzione ha comportato lo sfratto di un gruppo di circa 70 indiani da quasi 20 diverse tribù, che stavano occupando una villa abbandonata del 19° secolo. La loro casa è stata distrutta per far posto a un parcheggio gigante e alla costruzione di un museo del calcio, mentre gli indigeni avrebbero voluto che almeno diventasse un centro per la conservazione della propria cultura.”

“Sì sì, boh, ma poi ho letto che il Brasile non tiene neanche conto di tutte le persone che si ritrovano senza un tetto, senza lavoro. Come se domani ti demolissero la casa per far spazio ad una palestra e nessuno si preoccupasse dei tuoi diritti.”

“Eh purtroppo Tommy è molto peggio, se dici Brasile si parla anche di infanticidio, inquinamento, virus epidemici…”

“No aspetta cosa cosa?”

“Eh sì, Tommy immagino che ste cose le abbia lette giusto?”

“Eh già Luca, al di là della rimozi..togliment..ahhh com’è che si dice che hanno cavato via i terreni agli indigeni?”

“Hahah, esproprio?”

“Esproprio sì, al di là di questo fatto e del completo menefreghismo dei diritti degli indigeni brasiliani, dovete sapere che Rio è pieno zeppo di bambini che vivono proprio in strada. Sembrerebbe proprio che in questi giorni sia in corso un’opera di ‘pulizia’ delle strade e l’ONU ha denunciato anche questo fatto che trova riscontro nell’aumento preoccupante delle uccisioni compiute dalla polizia brasiliana.

… C’è anche una petizione che sta girando, la quale propone di destinare una quota dei guadagni delle Olimpiadi alle associazioni che si occupano dei bambini in strada.”

“No vabbè ragazzi, a parte che poi Tommy mi mandi il link che la firmo subito, ma qua parliamo veramente del terzo mondo e di una situazione completamente mascherata dalla bella facciata dei giochi.”

“Ma poi non sai nulla dell’inquinamento e del virus vero?”

“No, che virus?”

“Allora tieni conto che i bacini d’acqua di Rio sono così inquinati che si sono dovute spostare le location per le competizioni acquatiche non in piscina. Il mondo del surf ha già eliminato la spiaggia di Leblon, una delle più famose di Rio, dalle location per le proprie gare. E a ruota seguono questa scia anche gli atleti del canottaggio e della vela. Sebbene le zone siano già state bonificate sembra proprio che sia colpa dei cittadini brasiliani, i quali non hanno la cultura ecologica e del rispetto dell’ambiente. Poi se ci metti anche i liquami industriali e una contaminazione popolare non c’è da stupirsi che si diffondano virus come lo Zika.”

“Zika l’ho già sentito in giro”

“Si bè è sempre proveniente dalle zanzare di quelle zone lì. E’ tipo febbre gialla, pensa che nel villaggio olimpico saranno messi dei distributori di un particolare preservativo studiato appositamente per contrastare questo virus e tanti altri virus come l’HIV, l’Herpes e altri ancora.”

“No bè ragazzi qua siamo proprio alla carretta come si dice…”

“Eh ma sentite questa, pochi giorni fa hanno dichiarato temporaneamente inagibile il campo di gara del kayak slalom a causa di un’insufficienza energetica, e successivamente durante un allenamento un atleta si è ribaltato perché ha urtato un divano sommerso…”

“Hahah, un divano? Ma hai appena detto che c’era un divano nel campo di gara?!”

“Sì sì, te lo giuro! Hanno scambiato quel tracciato torrenziale per una discarica si vede! Immaginate voi come può essere la situazione in tutto il resto del paese.”

“No bè ragazzi, è davvero una cosa tristissima, è preoccupante!”

“Eh.. si nasconde sempre il lato negativo delle cose per fare bella figura e come spesso capita è sempre per facciata, avete presente il logo delle Olimpiadi di Rio? Pensate che è stato disegnato ricordando la caratteristica montuosità di Rio De Janeiro, ossia il monte Corcovado.  

Guardate.. vedete l’immagine?

Why-logo-Rio-2016

 

Ma anche i colori hanno un senso! Il verde, il blu, e l’arancio rappresentano la terra, l’acqua e il calore della popolazione di Rio.”

“Oddio Luca ti prego non fare come l’altra volta

“Hahah no no tranquillo, però vedete.. tre che si tengono per mano, i colori, il logo.. tutta facciata. E oltre a questo ci sono brand che pagano davvero tanto per essere associati a questo logo, o meglio al logo classico delle Olimpiadi.”

“Sì bè i valori delle Olimpiadi sono altri, che purtroppo hanno poco a che fare con questo Paese, o almeno dovrebbero servire a smuoverlo…”

“Assolutamente d’accordo! Ma la forza dei brand è proprio questa, essere sponsor di un evento come questo vuole dire tanto, sì certo tanto budget sicuramente, ma anche farsi carico dei valori dell’evento che pensate nacque in Grecia più di 2500 anni fa…”

“Oddio ecco che parte!”

“Ragazzi ma guardate che è veramente tanto interessante, pensate, tramite un evento riuscire a diffondere meglio alcuni valori. Praticamente tutti gli sponsor sono impegnati in campagne di comunicazioni affini alle Olimpiadi, anche Google ha attivato un servizio tramite il quale vi tiene sempre aggiornati sulle medaglie vinte e le gare in corso. Sì, adesso lo so che mi rompete le balle ma questi spot ve li devo proprio mostrare, perché davvero ragazzi, meritano.”

“Vaaaa bene Luca, però aspetta eh, che vado a prendere altre birre.”

Gillette, nel suo spot Perfect Isn’t Pretty, mostra come gli atleti olimpici abbiamo ispirato direttamente il marchio nella ricerca della perfezione a prescindere da quanto sia difficile il percorso per raggiungerla”

“Per quelli di P&G con Thank You, Mom ragazzi, no comment, lo guardate e basta, io vado a prendere i fazzoletti”

“Vogliamo parlare di Nike con Unlimited Future? Il claim dice: “Il tuo futuro è quello che tu vuoi farne di lui. Noi siamo solo felici di aiutarti!!”

“Scusa ma il claim sarebbe?”

“Dai è il titolo, il nome della campagna, ogni campagna commerciale ha un nome, si chiama appunto ‘claim’”

“Ma Coca Cola? Non ha fatto niente?”

“Sì, ha fatto #ThatsGold, si lega al concetto di condividere e gioire del momento della vittoria paragonando il momento come quello dello stare insieme bevendo una Coca.”

“Per non parlare di BBC Sport, nel loro spot si comparano gli atleti alle performance degli animali e giustamente BBC informerà il mondo di tutte le news sportive“

“Vi giusto, questo è l’ultimo. Ho tenuto quello di Samsung alla fine, perché con The Anthem hanno creato un solo inno, per tutti e con tutti.

“Eh già lo so, lo so. E pensate che oltre a questi ci sono tanti altri sponsor con campagne a tema. Ma come ci sono tanti sponsor che lo fanno ci sono anche tanti brand non sponsor che lo fanno lo stesso, creano campagne in linea con i giochi senza però nominarli o usare termini riservati solo ai partner delle Olimpiadi. Così facendo creano delle vere ‘imboscate comunicative’ sfruttando l’alone positivo di un evento come le Olimpiadi di Rio 2016 per farsi pubblicità. I furbetti dell’ Ambush Marketing.”

“…”

“Ma a proposito dei video.. che dite?”

“Bè Luca, dico che alcuni sono veramente dei capolavori. Tommy la prossima volta che vedi Carolina mostragli quello di P&G, mi sembra una buona scusa per…”

“Hahah, ma davvero, altro che Brasile, qua devo programmare un viaggio a Medjugorje!”

 

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Francesco Emiliani

Laurea in marketing e comunicazione, praticante e appassionato di sport, cinema e fotografia. Ama viaggiare, apprendere e sperimentare in ogni momento del giorno. Fermamente convinto che ovunque andrà non mangerà come in Romagna.

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