Raccontarsi online: i consigli di Fulvio Julita per applicare lo storytelling nella propria strategia di marketing

Una delle prime cose che le persone fanno per farsi conoscere è raccontarsi. Si parla delle proprie esperienze, delle proprie origini, dell’istruzione, della vita lavorativa e delle proprie passioni. Talvolta si parla di sé come se si parlasse in terza persona, come se si stesse raccontando la vita di qualcun altro e ci fosse la necessità di romanzarla per renderla più interessante.

Sicuramente anche a te è capitato di ingigantire e aggiungere qualche dettaglio in merito a quell’evento della tua infanzia per suscitare più compassione o per strappare qualche risata, o di enfatizzare pause e momenti di suspance nel raccontare un’avventura particolarmente significativa. Questo perché il racconto è il modo più antico e innato che l’uomo conosce per trasmettere informazioni. Ma funziona solo per le persone?

La risposta è no. Lo fanno le piccole-medie imprese, lo fanno i freelance e anche i colossi del mercato. Se vi state chiedendo il perché, la risposta è molto semplice: lo storytelling è una delle strategie di marketing più importanti ed efficaci da utilizzare oggi.

Lo racconta Fulvio Julita nel suo libro “Raccontarsi online. Dal freelance alle piccole e medie imprese: storytelling per il marketing digitale”. L’autore, che si occupa per l’appunto di storytelling d’impresa applicato a strategie di marketing, aiuta le piccole-medie imprese a raccontarsi attraverso Internet e i social media.

Leggendo questo libro non ci si deve aspettare di trovare la ricetta perfetta o l’algoritmo segreto per avere un successo assicurato sui social. L’autore stesso all’inizio del testo ironizza sui falsi miti che girano nel mondo della comunicazione, come ad esempio che i post vanno scritti brevi perché sennò la gente non li legge, o che devono essere pubblicati  tra le 7 e le 8 perché è il momento in cui la gente è più concentrata. Come afferma Julia, la verità è un’altra: “Un contenuto vuoto di valore tale resterà anche se lo pubblichi alle dodici e zero sette”.

Questo testo permette di comprendere come ad essere importante non siano i trucchetti per assecondare gli algoritmi, ma la metodologia con la quale si creano i contenuti: si deve ricercare il processo attraverso il quale creare valore per i propri utenti. Certo, starai pensando: Facile dire di creare valore, ma come si fa? E come  avere davvero successo sui social? Come farsi davvero conoscere per quel che si è? Queste sono le domande a cui ha risposto Julita nel suo testo.

Le tre fasi

Per addentrarsi nel mondo della narrazione e della creazione di una strategia che alla basa abbia lo storytelling, l’autore identifica 3 fasi (e mezza).

La prima consiste nella concretizzazione degli obiettivi della narrazione. Quando si mette in piedi una strategia di qualsiasi genere, devono essere sempre stabiliti gli obiettivi, e in questo caso non è diverso. Bisogna capire dove trovare le storie che si vogliono raccontare. Quale strumento usare? Il classico brainstorming. Una tecnica che Julita suggerisce è quella di partire dalle 30 domande più frequenti e interessanti che pongono gli utenti, provare a scrivere una breve risposta e abbinare una storia. Una volta selezionate le domande più rilevanti e in linea con gli obiettivi, la narrazione viene da sé. L’obiettivo è vendere? È farsi conoscere? Ad ognuno di questi interrogativi corrisponde una storia. Da qui nasce il mantra, ovvero, come afferma Julita, “l’essenza della narrazione da portare online”. Non si può raccontare tutto, quindi bisogna scegliere e ricordare che “I grandi brand non vendono prodotti, vendono esperienze”.

Il secondo passo è quello di creare un piano editoriale. Da dove partire? Sempre dalle persone. Prima di tutto si deve scegliere il target, poi si passa alla definizione dei canali sui quali comunicare. Dopo aver stabilito a chi comunicare e dove, si possono identificare i KPI, così da avere un metro di giudizio e poter valutare i risultati ottenuti, e infine si arriva alla fase di definizione del filone narrativo e delle date di pubblicazione.

La terza fase (e mezza) è quella che riguarda la creazione di testi, immagini e video. Julia divide questa fase in una prima parte, che riguarda i testi, e una seconda che riguarda i contenuti visivi, ma l’importante è creare un contenuto efficace. Quando il piano editoriale è imbastito, le date stabilite e la strategia dettagliata, il lavoro non è finito: deve essere concretizzato. Se la narrazione generale è precisa e puntuale, come si sviluppa quella per il singolo contenuto? La terza fase consiste in questo: tradurre con testi ed immagini il singolo contenuto scelto per arrivare a rendere chiara la narrazione più ampia.

I 10 punti fermi del raccontarsi

La narrazione, a questo punto, si svilupperà e prenderà vita da sola sulla base dell’azienda, degli obiettivi e di chi la racconta, ma cosa non deve mancare per una buona strategia?

  1. La narrazione: è l’atto di raccontare storie, a prescindere dagli obiettivi e dello stile;
  2. Il target: il bersaglio che si vuole andare a colpire con il proprio racconto;
  3. Il piano editoriale: quel documento programmatico che permette di ordinare le azioni strategiche per raggiungere al meglio gli obiettivi;
  4. La transmedialità: la capacità di riuscire a coinvolgere più canali nello sviluppo del racconto;
  5. L’asincronicità: la variabile che l’utente possa incontrare i contenuti in modo disordinato. L’obiettivo è che la narrazione sia comunque chiara;
  6. La visibilità: uno dei principali obiettivi di ogni comunicazione. Si tratta di far conoscere il brand, la mission, la visione e i valori;
  7. Il posizionamento: l’idea che si fissa nella mente del cliente a proposito del brand;
  8. La fiducia: il cliente deve fidarsi per comprare e la narrazione è un fattore decisamente rassicurante per gli utenti;
  9. L’attenzione: fattore da intendersi sia dal punto di vista del consumatore, nel senso che deve essere catturata, sia per quanto riguarda il brand che deve essere in grado di intercettare i bisogni, le emozioni e gli interessi dei propri clienti.
  10. I KPI: questo è l’elemento che decreterà o meno il successo della strategia. Servono dei valori e degli obiettivi misurabili per capire se fa funzionato o meno.

Questo ovviamente è solo un piccolo estratto delle oltre 200 pagine scritte e proposte da Fulvio Julita, ma se vi siete incuriositi anche solo leggendo una fase di questo articolo, non possiamo fare altro che consigliarvi questa lettura che sicuramente vi aiuterà a capire come raccontarvi sul web.

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Il Progetto
This MARKETERs Life nasce per essere il punto di riferimento per un life style fresco, cool, intraprendente, stimolante e creativo. In una parola alla "marketers". This MARKETERs Life non ha semplicemente qualcosa da dire, vuole appassionare, creare networking, essere sul pezzo. Un progetto dedicato a chi come noi ama fare cose e pianificare.
Social
Newsletter

This Marketers Life | 2015-2020

made by digimade

Questo sito usa dei cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Continuando a navigare acconsenti all'utilizzo dei cookies. Per maggiori informazioni leggi la privacy policy. Info

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi