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Amazon aumenta le tariffe per il nostro bene?

Amazon Prime è conveniente?
Amazon ha recentemente aumentato la soglia d’acquisto per accedere alle spedizioni gratuite ed anche l’abbonamento ad Amazon Prime è ora più costoso. Ma non disperate, può essere addirittura conveniente. A patto che usiate Amazon piuttosto spesso.

Non è la prima volta che noi di This MARKETERS Life ci occupiamo di Amazon. È ormai divenuto il primo luogo in cui ogni persona, dotata di una piccola dose di dimestichezza tecnologica, si reca per fare acquisti, o quantomeno per controllare i prezzi senza dover uscire di casa e recarsi nel primo centro commerciale.

Qualche accenno all’evoluzione

L’ascesa di Amazon è stata relativamente rapida ma di certo esplosiva, riuscendo ad emergere in un mercato che inizialmente vedeva eBay come protagonista assoluto. In Italia lo sviluppo dell’e-commerce non è stato immediato e, per la verità, ci sono ancora diversi fattori critici che ne rallentano l’ulteriore evoluzione. Ad esempio, la tendenza ad usare le carte di credito online non è storicamente mai stata al livello dei paesi anglosassoni, anche se l’incremento di familiarità con le piattaforme e le crescenti garanzie al consumatore hanno di molto agevolato il processo.

Non era dunque facile per Amazon divenire un player top-of-mind del commercio online, a maggior ragione considerando che in principio il suo business primario era la sola vendita di libri. Ora sappiamo benissimo che la situazione è cambiata, tant’è vero che possiamo mettere nello stesso carrello Existential Marketing di Paolo Iabichino, un pacco di penne rigate e una Fender Stratocaster.

Carrello

Tuttavia più le aziende crescono, più il gioco si complica e le strategie di marketing vanno adattate mirando alla sostenibilità economica complessiva.

Parliamo in questo caso di politiche di pricing che coinvolgono le spese di spedizione per utenti standard e l’iscrizione al servizio Amazon Prime (spedizioni rapide a fronte di un pagamento annuale).

Soglia spese di spedizione

In quanto alle spese di spedizione per utenti normali, fino a poco tempo fa Amazon non addebitava nulla sulle nostre carte, a meno che l’acquisto fosse superiore a 19€. Una somma piuttosto conveniente per il consumatore, non c’è che dire. Si comprano davvero pochi oggetti al di sotto dei venti euro, qualche accessorio tecnologico e principalmente libri. Però, come abbiamo detto, Amazon non è più solo libri; Amazon è scarpe, chitarre, macchine fotografiche, generi alimentari… Amazon è tutto

Dunque le vendite di oggettistica dal costo inferiore a 19€ coprono ormai solo una piccola parte del fatturato, probabilmente non più sufficiente a mantenere in piedi quantomeno gli accordi vantaggiosi con le aziende di spedizione. Alzando la soglia di 10€, da 19€ a 29€, si entra in una fascia di prezzo medio-bassa per più di qualche categoria di prodotto: un paio di cuffie da 10€ sono scadenti, mentre è probabile che spendendo 25€ qualche basso in più ci venga concesso.

Certo, gli acquisti di impulso o quelli scatenati dal “tanto non pago le spedizioni” potrebbero diminuire, ma probabilmente 29€ sono ancora una somma piuttosto ragionevole. Sotto questo punto di vista, ci si potrebbe davvero dilungare con ragionamenti sulle soglie mentali e sulla percezione del prezzo da parte del consumatore, che magari tratteremo in un altro articolo.

Abbonamento Amazon Prime

In parallelo all’aumento del valore minimo, è aumentata anche un altra cosa (forse due, se contiamo la crescita proporzionale delle nostre lacrime al diminuire del conto in banca): il prezzo dell’abbonamento annuale ad Amazon Prime da 9,99€ a 19,99€.
gasSottoscrivendo un abbonamento Amazon Prime si risparmia anche il carburante che si consumerebbe girando per centri commerciali

Questa azione può sembrare banale, ma racchiude un paio di riflessioni interessanti. Vedendo che per comprare quei tre libri all’anno e le due cover per il nuovo iPhone SE del partner si spendono più soldi in spedizioni che in articoli, più di qualche utente potrebbe essere invogliato a sottoscrivere un abbonamento Prime, tutto sommato sempre molto conveniente, anche a 19,99€ all’anno.

Amazon avrà sicuramente fatto i conti molto meglio di me, ma si può supporre che il denaro ricavato dall’incremento di nuove sottoscrizioni Prime, vada tranquillamente a coprire i mancati acquisti delle persone che rinunciano a comprare oggetti non essenziali pur di non pagare spese di spedizione. Inoltre, è possibile che in seguito a tale aumento, anche le condizioni contrattuali degli accordi con i corrieri abbiano subito variazioni in positivo. Solo gli articoli di prezzo superiore a 29€ sono spediti gratuitamente, quindi è logico attendersi un aumento delle consegne a pagamento. Tenete poi a mente che, quando parliamo di spedizione gratuita, ci riferiamo alla 3-5 giorni lavorativi; per le altre, caricate la PostePay.

Da tutto ciò emerge una teoria piuttosto interessante e, se mi permettete, un po’ provocatoria.

Amazon non starà mica cercando di dirci che più utilizziamo il servizio, più diventa per noi conveniente? Del resto già è vantaggioso in quanto a prezzi, politiche di restituzione e tempistiche; dite che ci renderà anche la vita più facile, semplificando qualunque acquisto?

Il messaggio di fondo sembra essere:

Spendi 19,99€ all’anno e dimentica le spese di spedizione e i lunghi tempi di attesa. Tutto sarà più facile e conveniente.

Forse tra non molto tempo Amazon diventerà il nostro ipermercato di fiducia, e credo che per più di qualcuno già lo sia.

Andrea Saccarola

Laureato in marketing e comunicazione. Appassionato di branding, advertising e tecnologia, resiste al logorio della vita moderna ascoltando musica rock.

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