Boom di vendite all’estero per il Prosecco, ma attenzione: la qualità va tutelata!

L’autunno, la vendemmia, il vino… il Prosecco! Ebbene sì, la bollicina più famosa di Italia è stata la protagonista di una vendemmia straordinaria, la prima da quando le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state riconosciute come Patrimonio dell’Unesco.

Ma non è tutto: il Prosecco si è piazzato in pole position nella corsa all’esportazione dei prodotti italiani insidiando addirittura il cugino francese Champagne e giungendo a registrare un aumento del 50% delle vendite in Francia. Tra ricerca della qualità e tutela del made in Italy, il Prosecco si prepara con grande soddisfazione a sfide sempre più importanti!

 

Prosecco superstar

Un’annata da record, quindi, quella del Prosecco, il famoso vino bianco conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per il suo gusto zuccherino e a tratti fruttato che da oltre un secolo accompagna le tavole degli Italiani. Dal 7 luglio 2019, la sua produzione si accompagna ad un riconoscimento eccezionale, volto a premiare il territorio e a rivestire di maggior pregio uno dei prodotti cardine dell’industria enologica italiana. Infatti, in occasione della 43esima sessione dell’Unesco a Baku, il World Heritage Committee ha dichiarato le “Colline del Prosecco di Conegliano e di Valdobbiadene” Patrimonio Mondiale dell’Umanità; l’Italia ha così dato il benvenuto al 55° sito italiano riconosciuto e tutelato dall’Unesco, aggiudicandosi un’ulteriore conferma circa la straordinarietà della nostra terra e della produzione ad essa connessa.

È con immensa gioia e grande orgoglio che vi annunciamo che le Colline di Conegliano Valdobbiadene sono appena state…

Publiée par Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore sur Dimanche 7 juillet 2019

Tra innovazione e po’ di fortuna la qualità non manca

In occasione della prima vendemmia sulle Colline appena medagliate, lo scorso 13 settembre Coldiretti ha avuto modo di valutare le prospettive economiche del Prosecco, delineando un’analisi incentrata su una sola parola chiave: qualità. Sì, perché spesso l’equazione quantità = qualità distrae il consumatore dall’eccellenza del prodotto orientandolo verso scelte che, come evidenziato da Coldiretti, non rendono giustizia al nostro Paese.

Tuttavia, il pericolo quest’anno è stato scongiurato soprattutto grazie a due importanti fattori. Da un lato, il clima ballerino che ci accompagna da marzo e che tanto abbiamo criticato si è rivelato, in realtà, un ottimo alleato per l’uva, che grazie all’alternarsi di una primavera decisamente piovosa ed un’estate torrida, ha conosciuto una maturazione particolare, rendendo il gusto del Prosecco più deciso e intenso. Dall’altra parte, hanno contribuito al successo del Prosecco anche le nuove discipline di coltivazione delle colline più pendenti, dove gli agricoltori hanno messo a punto delle tecniche particolari di coltura della vite per ottenere il “Prosecco Rive”, una delle tipologie vino più apprezzate dai calici internazionali.

L’innovazione è stata dunque al centro delle scelte dei produttori di Prosecco che hanno, peraltro, deciso di introdurre sul mercato due nuove tipologie del prodotto: il Prosecco “Sui Lieviti”, volto a ridare importanza alla produzione italiana di spumante, e il Prosecco “Extra Brut”, nato da un’attenta indagine sulle preferenze dei consumatori e caratterizzato da un tono meno dolciastro, più in linea con le richieste dei clienti. Ecco spiegato perché nonostante la raccolta dell’uva veneta sia diminuita del 10-15% rispetto all’anno scorso, Coldiretti è fiera di annunciare che si tratta comunque di una produzione di grande pregio che, come non mai, simboleggia l’Italia e il suo territorio fatto di cultura e amore per la terra, apprezzato (e invidiato) a livello mondiale.

Boom di vendite all’estero: dati storici!

Stando alle analisi effettuate da Coldiretti sulla base dei più significativi dati Istat, il Prosecco ha centrato un vero e proprio obiettivo da record, diventando il primo vino italiano nella lista delle esportazioni globali, registrando una crescita del 17%. I principali acquirenti sono gli Stati Uniti dove la bollicina italiana ha da sempre rivestito un certo fascino e non è mai assente se si tratta di “Cheers”. Con un aumento delle importazioni di Prosecco del 41%, gli USA scavalcano la Francia e la Germania nella lista dei Paesi acquirenti; in Gran Bretagna, nonostante l’imminente Brexit, l’importazione del vino resiste, il che denota il grande potere commerciale dell’Italia su questo settore. Per finire, risultati incoraggianti provengono addirittura dalla nazione della Grande Muraglia: in Cina l’importazione del Prosecco ha raggiunto massimi storici, piazzando un assist al più affermato vino rosso asiatico che fa ben sperare.

E non è tutto! Il concept del Prosecco è diventato il centro di un vero e proprio modello di business in grado di attrarre in modo accattivante il cliente grazie alla riconoscibilità del prodotto. Infatti, più che per il suo valore in quanto vino pregiato, il Prosecco è identificato worldwide come un simbolo di convivialità, di risate con gli amici e, perchè no, come un piacevole modo per risollevare il morale dopo una giornata decisamente storta. Ed è proprio su questo potere simbolico che punta il merchandising a tema Prosecco che, da tempo, gravita attorno a questa eccellenza italiana e che ora come non mai sta spopolando soprattutto sul web: sui maggiori siti americani di e-commerce si possono infatti trovare gadget, cover per i telefoni, magliette e addirittura tappetini di ingresso che, in un modo o nell’altro, sfruttano la popolarità del Prosecco nell’ottica di spingere il consumatore a cliccare su “Aggiungi al carrello”.

L’imitazione minaccia la qualità: ed io cosa posso fare?

La produzione e la vendita del Prosecco, quest’anno, sono state non solo significative sul piano reddituale ma soprattutto su quello metaforico: incentivare l’industria agro-alimentare italiana è possibile valorizzando nel modo giusto il territorio e avendo sempre riguardo alle preferenze dei consumatori. Ma per farlo è necessario tutelare il Prosecco, così come del resto molti altri prodotti italiani, dalle imitazioni o, per così dire, da chi cerca di competere con il made in Italy offrendo sul mercato dei fakes che offuscano la pregevolezza del Prosecco. Non ci credete? Vi basterà allora fare qualche semplice ricerca sul web per scoprire l’esistenza del Prisecco, del Kressecco e addirittura del Meer Secco, famosi soprattutto in Germania o in Gran Bretagna, dove sono venduti nei supermercati o serviti alla spina nei bar.

“Occorre tutelare le esportazioni di vino Made in Italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali” – così si è pronunciato a riguardo il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, ponendo l’accento sul fatto che al di là della perdita economica, quello che più conta è il rischio di privare l’Italia di uno dei suoi segni più rappresentativi.

Ognuno di noi può però fare qualcosa: quando ti trovi all’estero controlla sempre che ciò che stai acquistando riporti la denominazione DOC, DOCG o IGT, leggi attentamente l’etichetta e verifica la presenza della dicitura “Imported From Italy”. Ma ancora, puoi facilmente scaricare dal tuo smartphone l’app Authentico, disponibile sia per Apple che per Android; ti basterà scansionare il codice a barre di ciò che stai acquistando e Authentico ti confermerà immediatamente se si tratta di un tarocco, dandoti la possibilità di segnalarlo alle autorità competenti. In caso contrario, ti suggerirà tutte le informazioni sul prodotto, compresa qualche facile ricetta per assaporare il gusto autentico della tradizione culinaria ed enologica italiana.

 

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