Carpooling aziendale: mobilità sostenibile a portata di App

Tecnologia e buone abitudini. Il carpooling aziendale gestito, monitorato ed organizzato attraverso un’applicazione condivisa da datore di lavori e dipendenti rappresenta la nuova frontiera verso la mobilità sostenibile.

Molti di noi raggiungono in auto il posto di lavoro e spesso il mezzo è di proprietà e utilizzato in modo autonomo.
Necessità. Abitudine. Comodità.
Eppure, usando l’auto in modo più consapevole, potremmo dare il nostro contributo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030.

Carbon footprint: l’impatto della nostra mobilità

La carbon footprint esprime in CO2 equivalente la totalità delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto, un’organizzazione o un servizio.
Tale valore è inteso come indice di qualità e sostenibilità delle imprese.

L’impegno non è limitato solo all’analisi e alla contabilizzazione delle emissioni di CO2. La sfida è definire un sistema di carbon management per realizzare gli interventi per la riduzione delle emissioni.

Una strada che spesso le aziende percorrono è la carbon neutrality, che si concretizza con delle iniziative di compensazione, come la produzione di energia rinnovabile o la piantumazione di alberi.

Un altro grande passo è l’educazione dei dipendenti ad intraprendere delle azioni sostenibili.
Una di queste è il carpooling.

Carpooling, una scelta di mobilità sostenibile.

La pratica del carpooling può rappresentare una svolta importante delle nostre abitudini comportamentali ad impatto positivo sull’ambiente.
Attenzione, non stiamo parlando di car sharing! L’auto condivisa o car sharing appunto, è un servizio di mobilità urbana basato sulla logica del noleggio. Le persone, dopo una prenotazione, possono utilizzare un veicolo per spostamenti di breve durata.

Il carpooling invece si basa sulla logica della condivisione e dell’uso più efficiente di un veicolo privato, massimizzando la capacità inutilizzata. Più persone che compiono lo stesso percorso decidono di accordarsi per farlo insieme, con un’auto di proprietà.

Guardando i dati, in Italia continua a crescere l’utilizzo del carpooling di media e lunga distanza. A fine dicembre 2019 gli iscritti sono 350 mila, +27% rispetto al 2018, e i viaggi sono aumentati del 25% rispetto all’anno precedente. Le percorrenze sono raddoppiate raddoppiate con 13 milioni di km condivisi. Il viaggio medio diventa più lungo nel 2019 con 28,3 km e il primato è di Up2Go con lunghezza media di 33,8 km a spostamento.
In generale oltre il 50% degli spostamenti riguarda la fascia di distanza 15-50 km. Il 19% degli spostamenti, la fascia di distanza 25-30 km e la durata di oltre il 50% dei viaggi è compresa tra gli 11 e i 30 minuti.

Come gestire questa nuova tendenza?

Per far incontrare domanda ed offerta sono nate molte applicazioni che mettono in contatto le persone che cercano una vettura e chi invece vuole mettere a disposizione la propria.

Una di queste è UP2GO. Una piattaforma digitale in forma di applicazione per gestire una particolare declinazione della condivisione dell’auto: il carpooling aziendale. Ossia la condivisione del mezzo da parte di colleghi che lavorano nella stessa azienda.

Una soluzione molto interessante, se si considera che l’utilizzo dell’auto per recarsi al lavoro rappresenta una delle principali fonti di congestione stradale. E in questo ambito i  dati sono significativi. Nel 2019 si registra una crescita di oltre l’80%. Un dato che viene tradotto in 200mila automobili di pendolari in meno sulle nostre strade, 832 tonnellate di CO2 non emesse e 1,2 milioni di euro risparmiati.
(Dati di Jojob. Qui le fonti)

Abbiamo intervistato Elena Salsi, fondatrice del progetto UP2GO.

Elena, ci racconti com’è nata questa idea?

Certamente. E’ il 2015. Siamo un gruppo di donne e dopo varie esperienze lavorative sentivamo il desiderio di creare un progetto con un impatto positivo a livello sociale e di sostenibilità, realizzando il nostro sogno imprenditoriale.
Il nostro obiettivo era creare uno strumento sostenibile che permettesse di gestire gli spostamenti a medio-lungo raggio, ossia in area urbana e suburbana.

All’inizio pensavamo di coprire gli spostamenti per molteplici scopi, per le esigenze lavorative e private di persone che si conoscono e che frequentano gli stessi luoghi nello stesso arco temporale. Così è nata l’idea di un’applicazione che fosse come un autostop tra persone che si conoscono, istantanea e flessibile.

Come si è concretizzata la vostra idea?

Parlando con i mobility manager delle aziende abbiamo colto una necessità non coperta. In quel momento si cercava una soluzione per gestire i percorsi casa-lavoro.
E così è nata Up2Go. 
Applicazione Inizialmente pensata per le aziende, con il tempo si è ampliata anche ai comuni, a tutte le persone di una stessa comunità che desiderano condividere i loro tragitti in auto.

Guardando alla destinazione di Up2Go per le aziende, quali sono i benefici?

Tutte le aziende che decidono di attuare una iniziativa di carpooling tra i loro dipendenti, i vantaggi sono molteplici.

Tra gli annoverati risparmi di costo auto, parcheggio, infrastrutture, noi sottolineiamo l’opportunità di inserire questa attività all’interno del Bilancio di Sostenibilità.
Attraverso l’applicazione, infatti, viene tutto monitorato, quindi nel momento in cui i dipendenti aderiscono all’iniziativa, l’azienda aumenta il proprio punteggio positivo per la riduzione delle emissioni di CO2.
Inoltre, in base ai km percorsi e alla CO2 risparmiata, UP2GO calcola in automatico dei crediti che si possono accumulare e convertire in alcuni premi.

Non c’è il rischio che le persone si sentano vincolate da questa scelta?

L’abitudine ad utilizzare il mezzo di proprietà talvolta rappresenta ancora un limite, ma proprio attraverso l’applicazione abbiamo cercato di dare la massima flessibilità con la scelta di varie opzioni. Una volta effettuato l’accesso ad UP2GO, l’utente potrà cominciare a viaggiare in tre modalità differenti. Per chi condivide l’auto è prevista una chat che permette di accordarsi sulle modalità di trasporto, in base alle compatibilità di orario e percorso.

Però abbiamo previsto anche due particolari declinazioni: Bike2Work, per chi decide di andare al lavoro in bici, oppure Walk2Work, per chi va a piedi.
La procedura di utilizzo delle modalità Bike2Work e Walk2Work è pressoché identica a quella del car pooling.
L’utente potrà inserire un viaggio sul percorso selezionato, effettuare il checkin e checkout e alla fine del viaggio avrà un resoconto di km percorsi, CO2 risparmiata e crediti accumulati.

Però nel 2020 arriva il Covid.

Ahimè sì. Però per noi non è stato un limite, per due motivi.
Da un lato è vero che la condivisione di spazi stretti rappresenta un rischio. Però questo rischio è inferiore rispetto all’utilizzo di mezzi pubblici, perché le persone con cui si condivide il mezzo sono conosciute e sono le stesse con cui spendiamo il nostro tempo durante la giornata lavorativa. Inoltre abbiamo indicato alcune regole da rispettare affinché tutto fosse svolto in assoluta sicurezza.

Sì, è vero, ma molte aziende hanno iniziato ad applicare lo smart working.

Corretto. E anche lo smart working è inserito all’interno del progetto. Nell’applicazione si dichiara che si sta lavorando da casa, si inserisce il tratto normalmente percorso e lo si registra come completamente risparmiato in termini di emissioni.
Un duplice vantaggio per l’azienda. Mettendo in sicurezza i propri dipendenti, continua ad incrementare il suo punteggio, a favore della salute e dell’ambiente.

Prima parlavi della possibilità di inserire l’iniziativa nel Bilancio di Sostenibilità. Che obiettivi dell’Agenda 2030 vengono coperti?

Attraverso l’adesione al car pooling con Up2Go ricopriamo due principali obiettivi.
L’obiettivo 11, in particolare il punto 11.2. Infatti con il nostro contributo stiamo cercando di garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade.

E il secondo…?

L’altro è l’obiettivo 13, che cita “promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico”. Con Up2Go infatti incentiviamo aziende e lavoratori, ma non solo, tutti i cittadini che si spostano, ad un atteggiamento positivo.

Cosa abbiamo imparato

Con Elena Salsi abbiamo scoperto come la tecnologia e il digital possano rappresentare degli strumenti utili e funzionali al nostro impegno verso la sostenibilità.
Anche in azioni quotidiane e apparentemente non modificabili, come recarsi al lavoro, possiamo, invece, trovare una possibilità di cambiamento di rotta.
Sia che scegliamo di condividere l’auto attraverso il carpooling, muoverci in bicicletta o andare a piedi, l’importante è muoversi in modo consapevole.
Se il tutto poi è facilitato dalla tecnologia, riusciamo a gestire le nostre azioni e monitorare i risultati. E tutto questo è un grande incentivo le nostre azioni a vantaggio della sostenibilità.

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