Come sta Tesla?

Tesla, una delle aziende più citate in tema di innovazione tecnologica, grazie alla sua gamma di prodotti che va dalle auto elettriche fino alla realizzazione di accumulatori energetici e di pannelli fotovoltaici, non sta passando un buon periodo. Le sfide che l’azienda si è posta in questi anni si stanno rivelando più ardue del previsto, a cominciare dalla realizzazione della Model 3. L’annuncio rivoluzionario dell’auto elettrica alla portata di tutti sembrava potesse cambiare il mercato delle auto come fece la Ford con il Model T a inizio del ‘900. Ma forse è stato aperto lo spumante troppo presto.

Design unico e futuristico, prestazioni da supercar ma con un motore totalmente elettrico unito ad un autopilot di ultima generazione tra i migliori attualmente sul mercato.

Il parco veicoli Tesla si pone come leader tra quelli del settore delle automobili elettriche; la costante ricerca e sviluppo ha permesso di portare sul mercato, dall’anno di fondazione nel 2003, macchine all’avanguardia per sicurezza e automazione unito ad una tecnologia a livello di batterie e propulsore che ha pochi rivali. Attualmente oltre i modelli di punta, Model S e X, sono stati annunciati i lanci di varie altre tipologie, dal semirimorchio fino al pick-up. Tuttavia l’arrivo della sorella minore, la Model 3, annunciata nel 2016 (la prima dei nuovi modelli), ha creato non pochi problemi all’azienda.

Ma ad oggi Tesla come sta?

L’azienda è sicuramente conosciuta per i suoi modelli di auto, Model S e Model X tra tutti, tuttavia progetta e realizza anche sistemi di accumulo energetico e pannelli fotovoltaici. Eppure se per l’opinione pubblica tutto appare così innovativo e all’avanguardia, i più scettici invece da alcuni anni dicono che Tesla sia una bolla finanziaria pronta a scoppiare.

Buona parte di questi timori nascono nel 2016 quando il Ceo Elon Musk annuncia la Model 3 ovvero un’auto simile alla Model S ma con prestazioni minori e soprattutto a un prezzo di 35 mila dollari contro i 70 mila della S. Una vettura potenzialmente alla portata di molti e che a parità di prezzo con altri brand e modelli della stessa categoria non ha rivali quanto ad autonomia e prestazioni. Dopo questo annuncio e il successo della raccolta delle prenotazioni (pari a quasi 9 mld di dollari di anticipi), inizia la sfida più grande che la riporta fino ai giorni nostri.

Sì, perché Tesla deve più che raddoppiare i suoi volumi di produzione mensili per far fronte alle centinaia di migliaia di commesse ricevute e per poter superare le nuove sfide e problematiche legate alla realizzazione di questa vettura innovativa.

Segue infatti un lungo periodo di incertezza e crisi dovuto ai continui ritardi della data di uscita della Model 3, all’instabilità dei flussi di cassa e a trimestri in perdita. Tuttavia verso la fine del 2018 vengono confermati i dati di produzione che vedono la vendita e produzione seguire le previsioni aziendali.

Model 3, una promessa non mantenuta del tutto

Anche se in apparenza il problema della realizzazione e consegna sembra essersi disinnescato, ad oggi rimangono delle problematiche che possono essere analizzate sotto diversi aspetti.

La promessa iniziale è stata in parte disattesa: infatti per far fronte alla massiccia produzione e alle casse spesso in rosso sono stati rivisti gli allestimenti delle macchine già in produzione da più tempo (tenendo solo quelli più performanti e quindi con un prezzo più alto) e attualmente solo la versione più esclusiva e costosa della Model 3 è disponibile sul mercato.

Cosa significa questo? Che la versione entry-level da 35mila dollari attualmente non è disponibile poiché i costi di produzione non permettono di scendere fino a quel prezzo, Tesla spera nell’immediato futuro di riuscire a mantenere la promessa fatta nel 2016.

Inoltre, per ottenere questa riduzione dei costi, oltre a fermare le linee produttive nei mesi scorsi così da attenuare l’effetto dei vari ritardi e i colli di bottiglia nella produzione, Tesla recentemente è ricorsa al licenziamento del suo organico e forza lavoro.

Infatti è notizia di gennaio 2019 che Musk tramite una mail diretta ai suoi dipendenti inviata all’una di notte (il ché la dice lunga sulla serenità del periodo) ha annunciato il taglio di un ulteriore 7% dei lavoratori, tuttavia quello che ha colpito della mail è stata la lunga premessa fatta prima dell notizia dei licenziamenti.

Come si può leggere, Musk ammette chiaramente che il cammino dell’azienda è ancora lungo e tortuoso e che per mantenere bassi i costi e quindi rispettare gli impegni presi con i clienti nonché la mission dell’azienda, ovvero un trasporto sostenibile e accessibile a tutti, è necessario fare dei tagli. In questa maniera viene chiesto di vedere questa riduzione come una sorta di sacrificio ultimo per l’azienda e, in un’ottica di lungo periodo, per la collettività. Tuttavia questa scelta non è stata accolta dai mercati positivamente, infatti il titolo ha perso circa l’8% in borsa il giorno seguente a questa notizia.

Ad oggi Tesla è ormai prossima a consegnare la Model 3 anche in Europa e continua con il suo processo di innovazione e sviluppo al fine di riuscire a portarne il prezzo alla soglia dei 35 mila dollari promessi. Sicuramente a livello aziendale non sarà facile a livello di costi di produzione così come di fiducia da parte del mercato azionario, tuttavia se nei prossimi mesi ciò dovesse accadere diverrebbe pioniera di una nuova fascia di auto elettriche dal prezzo da entry-level ma con caratteristiche da top di gamma. Staremo a vedere.

 

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