
Vi voglio raccontare la mia esperienza giapponese che, come tutti i miei articoli, avrà sicuramente un riscontro culinario. Come dice Achille Lauro, “Ci sono cascato di nuovo”.
L’esperienza mi ha cambiato nel vero senso della parola.
L’Oriente mi ha sempre affascinato, ma il Giappone un po’ di più!
Non amo manga e cosplayer, ma cartoni come Pokémon e Dragon Ball, film orientali, samurai, karate e armi hanno costellato la mia infanzia.
Ma ciò che mi ha spinto più di tutto a visitare il paese nipponico è la cultura, il cibo e il territorio.
Buongustaio dalla nascita, i programmi di cucina, i documentari e le serie tv hanno aumentato l’interesse per il cibo, soprattutto per quello tradizionale, esotico e inusuale (topi, cicale, serpenti, rane, grilli, cavallette, formiche, di tutto e di più). Unico mantra: assaggia tutto!
Poco prima di partire per il Sol Levante, avevo un’idea “sbagliata” dello street food giapponese. Immaginavo bancarelle lerce e venditori ambulanti con qualsiasi forma di cibo, (ciabatta fritta compresa), ma in realtà il cibo di strada nipponico è regolamentato e molto simile allo street food italiano.
Volete sapere cosa ho mangiato?
Nei locali, nei chioschi e combini (i tradizionali mini-market spesso aperti 24 ore su 24) ho mangiato ramen, yakitori, takoyaki, noodle, soba, okonomiyaki, sushi, pesce cotto e crudo, pesce essiccato e carne essiccata.
Quindi…niente insetti?
Giappone? Altro che grilli e cavallette.
Rispetto agli altri paesi orientali, lo stato giapponese segue uno stile di vita “occidentale”. I giovani non sono propensi alle “consistenze croccanti” degli insetti. In un’intervista presente nel sito di “L’Entomofago”, il primo organo internazionale d’informazione specializzato negli insetti commestibili come alimento per gli esseri umani e mangime per gli animali, il professore Victor Benno Meyer-Rochow, Managing Director e Senior Scientist presso l’Istituto di Ricerca sugli Organismi Luminosi, Hachijojima, Tokyo, Giappone, conferma che il Paese, a differenza di altri stati asiatici, non è un mangiatore di insetti. Racconta che “(…) dopo la seconda guerra mondiale il cibo scarseggiava, molte persone consumavano insetti, ma ora si trovano persone che consumano regolarmente insetti solo nelle regioni montuose delle prefetture di Nagano, Gifu e Gunma. (…)”
Quando ho chiesto alle persone locali se mangiassero insetti, molte mi hanno confermato che è usanza solo nella prefettura di Nagano.
Nell’intervista il professore aggiunge che “I più popolari sono le cavallette giapponesi (Oxya yezoensis), conosciute localmente come “inago”, le pupe del baco da seta (Bombyx mori), chiamate “kaiko” e vespe e le loro larve e pupe (Vespula flaviceps), conosciute come “hachinoko”. Tuttavia, per quanto riguarda la popolazione totale del Giappone, le persone che usano gli insetti come cibo sono pochissime e tendono a vivere soprattutto nelle regioni montuose.”
Rimasto con l’amaro in bocca, prima di partire ho comprato cavallette e grilli essiccati da Don Quijote, una grande catena di negozi.
Avete capito bene! Finalmente ho trovato gli insetti!
Oltre a cavallette e grilli, c’erano larve, ragni e scorpioni ma purtroppo gli insetti non sono economici. Sono venduti in confezioni sottovuoto da 20/30 grammi e costano all’incirca 10 euro. Una volta rientrato in Italia, ho fatto la prova-assaggio. Volete sapere la sensazione?
Lo scoprirete presto…
Adesso vediamo come sono “accolti” gli insetti in Europa e nel nostro Paese!
Insetti in Europa?
Gli insetti edibili e gli alimenti derivati sono considerati in Europa come Novel Food – Reg EU 2015/2283. L’Unione Europea ha permesso l’immissione sul mercato della farina di grillo, Acheta domesticus, parzialmente sgrassata, con cui si possono produrre cracker, grissini, biscotti, barrette, pasta, pizzette, ecc. La nuova norma è stata inserita nel Regolamento di esecuzione Ue 2023/5 della Commissione del 3 gennaio 2023 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale comunitaria. La Commissione, prima di emettere questa legge, ha chiesto un parere scientifico all’Autorità Europea per la sicurezza alimentare. L’approvazione della legge testimonia la sicurezza dell’Acheta domesticus, congelato, essiccato e in polvere. L’etichetta deve presentare le informazioni utili al consumatore, in primis gli allergeni.

Come funziona l’approvazione?
Le aziende, prima di produrre o vendere in Europa, devono superare la barriera burocratica e scientifica del Novel Food. Il dossier che viene presentato dalle aziende deve ottenere un’opinione positiva scientifica dall’EFSA. Con l’esito positivo, l’azienda potrà avviare la produzione. La Commissione Europea emetterà un Regolamento Attuativo per consentire la commercializzazione dei prodotti. La valutazione dell’EFSA dura in media 3-4 anni.
Grilli e non solo
In Europa, il primo insetto approvato è stato la larva del tenebrione mugnaio (tarma della farina), solo nella forma essiccata, nel giugno 2021. L’elenco degli insetti, come novel food, non finisce qui: nel dicembre 2021 è toccato alla locusta migratoria. Dopo l’autorizzazione, la società vietnamita Cricket One Co. Ltd. e l’Italian Cricket Farm, grande azienda di Scalenghe (Torino), hanno richiesto la commercializzazione della farina di grillo. Al momento in Europa è autorizzata la vendita di prodotti alimentari contenenti quattro tipi di insetti: larva gialla, locusta migratoria, grillo domestico e verme della farina minore nella forma congelata, essiccata o in polvere.
E noi italiani?
Dopo un anno, a Gennaio 2024, il nostro Paese si è adeguato alla legge europea permettendo la vendita diretta della farina parzialmente sgrassata di Acheta domesticus (grillo domestico) e la commercializzazione delle larve di Alphitobius diaperinus (verme della farina minore) congelate, in pasta, essiccate e in polvere, nonostante il malcontento del ministro Lollobrigida. Il decreto italiano, uguale ai regolamenti comunitari europei 2283/2015 e 1168/2011, impone di rispettare gli obblighi di tutela del consumatore, del produttore e della salute collettiva imposti dall’Unione europea attraverso l’etichettatura.
“Tutti gli alimenti a base di insetti dovranno presentare un’etichetta ben visibile sulla confezione che informerà chi acquista sulla tipologia di insetto presente, la quantità di insetti utilizzata, il paese d’origine e le eventuali informazioni relative a rischi legati a reazioni allergiche”.
N.B. Questi principi valgono per tutti i cibi, a prescindere dalla presenza degli insetti.
Ma non finisce qui!
Il decreto italiano, rispetto il decreto europeo, ha aggiunto che “le farine di insetto dovranno essere riposte lontane da quelle tradizionali, su altri scaffali e con una segnalazione ad hoc”.
Non vi appare come una penalizzazione?
In un’intervista al Foglio, Enzo Cannizzaro, professore ordinario di Diritto internazionale e dell’Unione europea all’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato che il governo ha ottenuto questa particolare “deroga” di vendita grazie a una notifica preventiva inviata alla Commissione. “Bruxelles ha applicato il cosiddetto ‘silenzio assenso’ (…)Il fatto che questa norma sia andata bene a Bruxelles, non significa tuttavia che lo sarà anche per la Corte di Giustizia europea”, dice il professore.
Qualora un’azienda facesse ricorso? Saranno i giudici a doversi esprimere, stabilendo se la norma sia penalizzante.
E adesso scopriamo, le aziende del settore!
Italian Cricket Farm
Nata nel 2017, l’azienda torinese è la realtà agricola italiana più produttiva nell’allevamento degli insetti. Inizialmente non è stato semplice produrre perché la normativa italiana vietava l’alimentazione con insetti negli allevamenti.
Recentemente, una normativa europea ha permesso l’uso di insetti come alimentazione per galline, maiali, cavalli e pesci, e presto anche per le mucche. Grilli e insetti sono una fonte proteica alternativa per il nutrimento di pesci e polli di allevamento. L’alimentazione a base di insetti ha ridotto la produzione di cereali e soia; la quantità di terreno utilizzata e di risorse (acqua ed energia) per la produzione dei cereali; l’erosione del suolo; la deforestazione e le emissioni di co2. Italian Cricket Farm è stata la prima azienda a presentare la richiesta per produrre cibo a base di insetti destinato al consumo umano. Oggi, oltre a produrre mangimi per animali domestici e da reddito, produce la farina di grillo per i consumatori. La partnership con Cricket One, società vietnamita, le consente di ricoprire un ruolo di leadership nel settore. La società vietnamita compra la farina dall’azienda piemontese per fare i suoi prodotti e li commercializza in Europa.

Numeri che contano
L’ad di Italian Cricket Farm, Ivan Abano, ha spiegato che la produzione aziendale ottiene la medesima quantità di proteine di un allevamento di 250 mucche con solo 800 mq di spazio. Nella homepage del sito ci sono dati che fanno riflettere:
- i grilli producono l’1% di gas serra.
- i grilli necessitano di 150 litri di acqua per produrre un kg di proteine, i bovini hanno bisogno di 22000 litri di acqua per produrre la stessa quantità di proteine.
- la percentuale di efficienza di produzione del grillo è dell’80%, il 40% della mucca.
- i grilli necessitano di 2 mq di suolo necessari per ottenere un kg di proteine, i bovini hanno bisogno di 195 mq di suolo per ottenere un kg di proteine.
Prodotti
Lo shop di Italian Cricket Farm vende cibo per animali domestici e d’allevamento. Per il consumo umano, è acquistabile (per adesso) solo la polvere di grillo per fare pasta, salse, barrette ai cereali e tanti altri prodotti!
Quando arriveranno altri prodotti?
Su IG in Direct ho chiesto: “Troveremo i vostri prodotti a base di farina di insetto?”, la risposta è stata “Lo scoprirete presto! Non manca più molto! Presto troverete i nostri prodotti”
Nutrinsect
Nutrinsect non si è fatto scappare l’approvazione europea!
Nel 2016, a Montecassiano (MC), nasce l’azienda marchigiana per allevare il grillo domestico. Negli anni si è specializzata anche nella trasformazione del grillo per il pet-food, per il food e per l’agricoltura sostenibile. A gennaio 2024, l’azienda ha registrato una produzione di 2 tonnellate a fronte di un allevamento di circa 10 milioni di esemplari. Dal 29 gennaio 2024 la distribuzione del prodotto per le aziende alimentari, per il settore alberghiero e per la ristorazione è gestita dall’azienda Reire di Reggio Emilia.
Nutrinsect è stata ufficialmente la prima azienda in Italia ad avere ricevuto l’autorizzazione per la commercializzazione della polvere di grillo.

Prodotti
Nel sito si può acquistare pet food e polvere di grillo!
Alia Insect Farm
Alia Insect Farm è un’azienda agricola innovativa, fondata da Carlotta Totaro Fila nel 2020, a Milano.
La mission aziendale è realizzare cibo a base di grillo 100% commestibile, Made in Italy, sicuro, di qualità, innovativo e tracciabile. Come Italian Cricket farm, AIF è in attesa di ricevere il via libera per la commercializzazione dei prodotti in Europa e nel nostro Paese. Attualmente si occupa solo di ricerca e sviluppo e diffonde l’utilità degli insetti in ambito alimentare e gastronomico, economico e sociale, medico e farmaceutico, ambientale e industriale. Istruire il consumatore verso una diversa relazione con il cibo, con molte scelte alimentari, senza obbligare nessuno a mangiare esclusivamente insetti.

Dal logo verso le future generazioni
ALIA in latino significa “qualcosa di diverso, di differente” come il novel food!
Dietro a questo nome, si nasconde un aneddoto interessante. Nel 2020, durante il lockdown, due bambini di nome Andrea e Cecilia hanno disegnato, in un pomeriggio di marzo, il logo dell’azienda. Parte dei loro nomi è nascosta, in una crasi fantasiosa, in A-LIA. Alia Insect Farm non solo rivoluziona il sistema agroalimentare rendendolo più sostenibile e in sintonia con l’ambiente, ma investe sul benessere delle future generazioni, come Andrea e Cecilia.
Entonote
Nasce nel 2015, a Milano, la prima associazione culturale di entomofagia.
Le due fondatrici, Giulia Maffei biologa e comunicatrice scientifica e Giulia Tacchini food designer, parlano non solo di cucina e nutrizione, ma di cultura, scienza e sostenibilità dell’insetto. A tal proposito, nel Novembre 2016, pubblicano il loro primo libro, “Un insetto nel piatto: piccola guida al cibo del futuro” Red Edizioni. La loro passione le porta a parlare e promuovere l’entomofagia. Negli anni hanno organizzato diversi format di edutainment -educazione e intrattenimento-, consulenze, eventi, programmi, format televisivi, video, shooting fotografici, format per bambini e scuole, team building ecc.

L’insetto a tavola
La grande novità è arrivata a Gennaio 2017, con il format entoexperience, un’esperienza gastronomica interattiva e sensoriale dell’insetto, da condividere con le persone a voi più care!
A voi basta trovare una location e il team di Entonote si occuperà di tutto il resto (spesa, preparazione e presentazione dei piatti e del percorso di avvicinamento). La cena prevede quattro portate personalizzate: antipasto, primo, secondo e dolce con bevande incluse. Tutti i prodotti sono di stagione e di ottima qualità, insetti compresi! Per prenotare l’esperienza ecco il link del sito.
E-commerce? A modo loro
Biscotti al gusto cocco e grillo, polpette di camola o pane con farina di grillo? Basta scegliere! La base è sempre la polvere di grillo, il resto è tutto homemade. Per ordinare e chiedere informazioni, mandate una mail a entonote@gmail.com o un messaggio nella chat!
Comunicazione
Non si parla solo di grilli, anzi! Nel “Blog” si toccano diversi temi come la sostenibilità, l’ecologia, i cibi vegani e vegetariani. Nella sezione “Insetti commestibili” c’è un banner molto carino dove vengono presentati gli insetti della entoexperience e si risponde alle domande più frequenti sugli insetti!
Small Giants
Small Giants, la più nota società italiana del settore, è stata fondata da due imprenditori italiani in UK. Dopo il recente via libera alla commercializzazione della farina di grillo e delle larve, i due fondatori, Edoardo Imparato e Francesco Majno, hanno spostato la sede societaria a Milano. In Italia i prodotti si trovano in diversi negozi e nella grande distribuzione a insegna Decò, Dodecà e Conad nel napoletano e nel beneventino. All’estero i prodotti si trovano in Germania, Spagna, Francia, Ungheria, Polonia e in altri paesi (li trovate tutti nelle storie in evidenza su Instagram).

Comunicazione top, a partire dal nome
Small Giant? Piccoli giganti. Che trovata pazzesca!
L’ossimoro “piccoli giganti”, valorizza al meglio i piccoli esseri viventi, dalle grandi finalità! Le tre gustose referenze di cracker sono state introdotte nella GDO con il claim “scandalosamente buone”, e sono state inserite all’interno di un espositore di cartone colorato, brandizzato.
I gusti? Farina di grillo con pomodoro e origano, con rosmarino e timo e con lime e pepe verde.

Gli espositori verticali sono stati collocati nelle corsie dei prodotti da forno, degli snack o anche in avancassa.
Per non parlare del packaging!
Secondo Majno e Pezzato, la presenza della farina di grillo nell’etichettatura e nel packaging è un motivo di differenziazione e di valore. I colori accesi delle confezioni suscitano interesse e attenzione al cliente. Gli slogan svelano i punti di forza del prodotto:
- High protein: proteine di alta qualità.
- Scandalosamente buoni: super gustosi.
- Super sostenibili: l’allevamento degli insetti necessita di meno terra, acqua, mangimi ed energia rispetto agli allevamenti tradizionali.
L’azienda utilizza i Buffalo Worm olandesi e i grilli vietnamiti per produrre le farine.
Cracker? Non solo
Nello shop online si trovano prodotti salutari e proteici, salati e dolci, come crackers, pasta proteica, barrette proteiche a base di dattero e ricoperte di cioccolato, farina di grillo e insetti aromatizzati con Chilli e Lime, salsa BBQ e Wasabi. I prodotti sono ottimi sostituti della carne, da integrare in una dieta variegata. Hanno un alto contenuto di proteine complete e di vitamina B12, nonché fonte di fibre alimentari.
Novità in arrivo?
I fondatori non escludono la possibilità di trasferire la produzione, l’allevamento e la logistica in Italia, anche se il clima del Sud Est Asiatico, caldo tutto l’anno, fornisce le condizioni ideali per allevarli. Tra il 2020 e il 2021, Small Giant ha lanciato una campagna su Mamacrowd, la più importante piattaforma italiana per investimenti in equity crowdfunding, e ha raggiunto 600 mila euro e 500 nuovi soci investitori, tutti italiani! Forse gli italiani non vogliono mangiare insetti ma sono molto coscienti del potenziale economico.
I fondi saranno dedicati prevalentemente alle attività di marketing e di vendita, ai primi listini per la GDO, oltre che al rafforzamento del team e dell’R&D. Nell’articolo pubblicato su EconomyUp, il fondatore Imparato ha detto che vorrebbe lanciare una collezione di biscotti natalizi per Natale 2024 e di produrre il primo burger nel 2025.
Fucibo
Fucibo è una startup vicentina ed è certificata da Entotrust, la prima organizzazione indipendente in Europa specializzata in prodotti a base di insetti.
Lorenzo Pezzato e Davide Rossi, i founder di Fucibo, sono partiti con prodotti riconoscibili, di uso comune e conviviali per superare il blocco psicologico del consumatore.

E-commerce
Nell’e-shop si trovano:
- gustosissimi biscotti al gusto vaniglia e cacao. Frollini preparati con farina di mais, arricchiti con farina di insetti (Tenebrio molitor) per un maggiore apporto proteico.
- chips al gusto formaggio e al gusto pizza. Le patatine sono preparate con farina di lenticchie e farina di insetti. Senza olio di palma, coloranti o conservanti, sono cotte al forno e non fritte e grazie all’aggiunta di farina di insetti hanno il doppio delle proteine e la metà dei grassi rispetto alle chips di mais tradizionali.
- sfogliette di mais. Gli snack sono cotti al forno e sono prodotti con farina di mais e farina di insetti.
Gli snack sono prodotti nel nostro Paese con materie prime di alta qualità e approvate dall’Unione Europea!
Nell’articolo “Le startup italiane che portano gli insetti nel piatto: “Allevare grilli conviene a tutti“, Lorenzo Pezzato si augura di spostare il prima possibile la produzione della farina dalla Francia al nostro Paese.
Comunicazione
Il sito adotta una comunicazione disruptive e accattivante. La farina di insetti è chiamata x factor, il fattore che differenzia i loro prodotti rendendoli straordinari, sfruttando le leve del Made in Italy e della cucina italiana. Ma come?
Sono convinti che la cultura gastronomica italiana, conosciuta in tutto il mondo, i nuovi ingredienti sostenibili, come gli insetti, e le diverse culture possano creare cibo etico e sostenibile.
Ma non finisce qui. Ora vedremo 21bites, una piattaforma ad hoc, creata dai due fondatori di Fucibo.
21bites
Lorenzo Pezzato e Davide Rossi hanno creato la prima piattaforma e-commerce europea specializzata nella vendita di insetti commestibili e di altri alimenti innovativi accuratamente selezionati.
Comunicazione
La comunicazione è simile a quella di Fucibo. Nella homepage, la frase “Abbiamo il cuore e il palato in Italia, ma la testa in Europa. Ci piace coniugare la qualità della tradizione con l’innovazione del futuro” ricorda l’obiettivo di Fucibo: combinare la cultura gastronomica con il cibo del futuro in alimenti del presente. Nel blog, si trovano molti spunti di riflessione sugli insetti. La pagina ricette presenta nuove idee per valorizzare al meglio il gusto degli insetti.

E-commerce
Il negozio online offre un’ampissima gamma di prodotti. Si presta molta attenzione alla qualità delle materie prime e alla filiera sostenibile. Ci sono barrette, pasta e farine, una montagna di snack salati e dolci.
Ma prima di Fucibo e 21bites, Lorenzo Pezzato ha creato un progetto di comunicazione!
Entomofago
Nel 2015 Lorenzo Pezzato ha aperto l’Entomofago, il primo organo internazionale d’informazione specializzato negli insetti commestibili per l’essere umano. Comunicazioni ufficiali, articoli, studi, pareri e contributi trasmettono il valore e l’importanza degli insetti, riducendo il blocco psicologico del consumatore.

Dopo aver visto le aziende del settore, ci siamo domandati come è stata accolta l’ultima approvazione europea dalle aziende e dai consumatori.
Commenti a caldo delle aziende
Se l’approvazione europea è stata accolta bene, non si può dire altrettanto delle dichiarazioni e dei decreti del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare relativi all’etichettatura di prodotti contenenti farine di insetti e al loro posizionamento, lontano dalle farine tradizionali, su altri scaffali e con una segnalazione ad hoc. Riportiamo le parole di Francesco Majno, co-fondatore di Small Giants, presenti nell’articolo di Wired “Perché bloccare gli insetti da mangiare è un grosso autogol per l’Italia”: “Non si capisce questa battaglia che si sta facendo oggi al settore: il dibattito sugli insetti commestibili è diventato un tema politico-ideologico quando è invece scientifico-alimentare. È un atteggiamento di chiusura e può scoraggiare chi intende investire nel settore. Perché il fatto che gli insetti siano un superfood, altamente controllato e sicuro a livello alimentare non può essere motivo di incertezza e dibattito.”
È un dato di fatto che gli insetti sono proteine sostenibili ed etiche, dal punto di vista economico, ambientale e sociale.
Anche la dichiarazione di Lorenzo Pezzato, ad di Fucibo, riportata nell’articolo di Wired è in linea con i fondatori di Small Giants: “Sono dichiarazioni basate su opinioni politiche, più che scientifiche. Le farine di insetti (e tutti gli altri novel foods) sono sottoposte a severe verifiche da parte dell’Efsa e una volta autorizzate diventano un ingrediente come qualsiasi altro”.
Nello stesso tempo, i fondatori di Small Giants guardano l’altra faccia della medaglia: la baraonda mediatica ha creato un notevole hype sugli insetti.
La cofondatrice di Entonote, Tacchini Giulia, ci ricorda nell’intervista rilasciata a Wired che senza volerlo, ogni giorno, mangiamo e beviamo insetti e crostacei, e ci piacciono pure: “Da un punto di vista biologico insetti e crostacei appartengono allo stesso phylum ovvero sono entrambi artropodi. Infatti hanno diverse caratteristiche sia fisiologiche che anatomiche in comune: tra queste c’è l’esoscheletro presente sia negli insetti che nel carapace che è costituito dalla chitina (…) Nulla quindi di nuovo o spaventoso ma, come ben sa chi è allergico ai crostacei è da mettere in evidenza poiché è una sostanza allergizzante.(…) L’additivo E120, ovvero il colorante alimentare rosso carminio, che ritroviamo in tantissime bevande e alimenti deriva dall’insetto cocciniglia ed è utilizzato dall’industria alimentare ab illo tempore”(…). Giulia Tacchini ricorda che gli insetti si sono sempre mangiati, anche in Occidente, dai Romani e dai Greci. Il via libera europeo è stato visto come un obbligo “da oggi si mangia solo insetti” piuttosto che come una nuova fonte per l’alimentazione mondiale.
Il settore del novel food si espanderà e riceverà investimenti per abbattere la CO2, creare posti di lavoro e produrre cibo sano e sostenibile.
Commenti a caldo dei consumatori
Tempo fa, la Coldiretti ha condiviso i risultati di un’indagine, fatta con Ixe, da cui emerge che la maggior parte degli italiani è contraria agli insetti a tavola: il 54% degli italiani è proprio contrario, il 24% è indifferente, il 16% è favorevole mentre il 6% non risponde.
Sondaggio Instagram
Colto dalla curiosità, ho lanciato un sondaggio sulle storie di Instagram. Ho aperto il pacchetto di grilli, ho mostrato e mangiato il contenuto, e poi ho posto la seguente domanda “E tu lo proveresti?” con tre possibili risposte:
- Siiiii
- Giammai
- Mi piacerebbe, ma ho un blocco psicologico
I risultati del sondaggio sono i seguenti:
- Siiiii: 23%
- Giammai: 69%
- Mi piacerebbe, ma ho un blocco psicologico: 8%

N.B. ho cercato di persuadere i miei genitori ma senza successo…non li hanno assaggiati. Ahn si dimenticavo…il grillo ricorda il gamberetto fritto della laguna veneta, detto schia.
Un “barlume di speranza”
La ricerca “Insect Food e consumatori” dell’Università degli Studi di Bergamo, presentata durante il convegno “Cibo a base di insetti: cosa ne pensano i consumatori?” ha rivelato che persiste il “poco propensi” al trend degli insetti (70%). In base alle risposte ottenute dai questionari somministrati, è emerso che il 9% degli intervistati sarebbe “altamente propenso” a consumare insect food e il 21% “mediamente propenso”. Ma c’è una novità!
Rispetto alle precedenti evidenze, i nuovi dati della ricerca (raccolti tra ottobre 2021 e settembre 2022 su 1170 individui) mostrano un’attitudine diversa: uno su 3 è favorevole al consumo per soddisfare la propria curiosità o per sperimentare alimenti innovativi. Per la prima volta, lo studio è riuscito a delineare 4 cluster di consumatori basandosi su quattro variabili che sono atteggiamento verso il prodotto, l’influenza sociale, il controllo percepito e alcuni dei principali driver motivazionali.
- progressisti (18% del totale degli intervistati, 208 partecipanti): persone over 40, equamente divise tra uomini e donne, per lo più liberi professionisti e imprenditori e un livello di scolarizzazione universitario. Sono onnivori e praticano sport individuali (una o due volte a settimana). Acquistano prodotti alimentari salutari ed etici, hanno avuto a che fare con cibi a base di insetti e registrano, rispetto gli altri gruppi, il desiderio più elevato di sperimentare novel food.
- edonisti (15% del totale degli intervistati, 181 partecipanti): in particolare uomini fino ai 25 anni d’età, per lo più onnivori, con un livello di istruzione media e una vita attiva (praticano sport fino a cinque volte a settimana). Sono quelli con più esperienze pregresse con il cibo a base di insetti e tra i più propensi all’acquisto ma registrano la minor attenzione verso scelte alimentari salubri ed etiche.
- inconvincibili (33% del totale degli intervistati, 391 partecipanti): soprattutto donne, tra i 18 e 25 anni, con un livello di istruzione medio-alto, onnivore e prive di esperienze pregresse con il cibo a base di insetti. Non hanno mai provato gli insetti, non vogliono sperimentare il novel food e danno poco importanza alla salute.
- follower (33% del totale degli intervistati, 390 partecipanti): soprattutto donne, over 26, con istruzione intermedia e sedentarie. Non hanno mai avuto esperienze pregresse con il cibo a base di insetti e non vogliono variare i loro consumi alimentari, ma prestano attenzione alla salubrità del cibo e alla dimensione etica degli alimenti acquistati e tendono a volersi conformare all’opinione altrui.
Conclusioni
Siamo convinti di mangiare “quello che compriamo”?
Siamo convinti di mangiare “quello che vediamo”?
Sappiamo quanti insetti finiscono nel cibo che mangiamo?
Sono ancora tanti i pregiudizi e lo scetticismo attorno alla polvere liofilizzata di grillo, e in generale al novel food, cioè tutti quei prodotti e sostanze alimentari di cui non è possibile dimostrare un consumo “significativo” prima della data convenzionale del 15 maggio 1997. I consumatori si sono fatti un’idea sbagliata sugli insetti, pensando che sia un cibo sporco, poco sicuro dal punto di vista salutistico e sanitario. Il Dr Victor Benno, nell’intervista rilasciata al sito Entomofago, sconsiglia di parlare degli insetti più disgustosi, dei luoghi di riproduzione e delle malattie trasmesse. Il consumatore non sarà propenso a mangiare scarafaggi e vermi che si riproducono sui cadaveri o sulle feci. Se i consumatori hanno un’idea sbagliata, per le aziende del novel food diventa difficile commercializzare il prodotto.
Come riporta Imparato, il co-fondatore di Small Giants, in un‘intervista a EconomyUp, la comunicazione e il marketing spiegano il valore e le potenzialità del novel food. Inserire la farina di insetti in alimenti già conosciuti, accattivanti e adatti per i momenti di condivisione, come un aperitivo o una festa, avvicinerà il consumatore al nuovo ingrediente. Solo così si può trasformare il disagio e il disgusto in curiosità e interesse. Ci vorrà del tempo per mangiare l’insetto intero. D’altronde nessuno “vede”, quando mangia, il maiale, il pollo, il pesce così com’è ma sotto forma di cotolette, bocconcini, salumi, filetti ecc.
Il mercato degli insetti sarà destinato a crescere, gli investimenti aumenteranno e le nostre aziende cercheranno di integrare la produzione in Italia, augurandosi di trovare supporto dalle istituzioni. Noi italiani siamo restii verso gli insetti perché abbiamo paura che “cancellino” la nostra cultura gastronomica e la tradizione alimentare, riconosciuta e apprezzata nel mondo.
Rinunciare a mucche, maiali e altri allevamenti significa perdere molte certificazioni europee (DOP, IGP E STG)?
Non si tratta di abbandonare la produzione di latte, affettati, salumi, ecc. in favore delle proteine degli insetti, ma comprendere la salubrità e la sostenibilità dell’insetto. In Italia il 90% circa delle emissioni di CO2 derivate dall’alimentazione riguarda la produzione di carne, uova e latticini. L’agricoltura intensiva e l’allevamento industriale sono tra i maggiori responsabili dell’emissione di gas serra, della degradazione dei suoli, del consumo di acqua e del suo inquinamento. L’allevamento degli insetti è una scelta sostenibile ed efficiente perché impiega meno risorse e produce più proteine rispetto i tradizionali allevamenti industriali. Il Dr. Victor Benno, nell’intervista rilasciata al sito Entomofago, ricorda che gli insetti si riproducono velocemente, hanno poco scarto e sono utilizzati per l’alimentazione animale e umana.
Gli insetti non devono sostituire i piatti della cucina tradizionale ma integrare la nostra alimentazione. Sono ricchi di sostanze nutritive, sostenibili, ecologici, sicuri e salubri.
Una produzione nazionale di Novel Food potrebbe ridurre le colture e gli allevamenti intensivi e dare un prodotto sostenibile e di qualità
Come ha detto Francesco Majno di Small Giants, durante la puntata del podcast Grande Giove – Gli insetti saranno il cibo del futuro? – di WiredItalia, “Il consumo di carne tradizionale sarà molto più limitato, forse un’eccezione come ai vecchi tempi. Potremmo anche vedere formaggi a base vegetale, un mondo di sapori nuovi da esplorare”.
Trippa, zampone, cotechino, bollito, lampredotto, frittura di paranza, caviale, lumache…noi non mangiamo cibo “strano”?

SITOGRAFIA
https://www.ilsole24ore.com/art/ue-scattato-via-libera-vendita-farina-grilli-AETSMRZC
https://forbes.it/2021/05/11/fucibo-il-primo-marchio-italiano-di-insetti-e-trasformati-made-in-italy/
https://taorminanews24.com/cracker-con-farina-di-grillo-arrivano-in-italia-ecco-chi-li-produrra/
https://www.wired.it/article/insetti-cibo-italia-lollobrigida-startup/
https://www.ilsole24ore.com/art/la-farina-grillo-entra-cibi-europei-AEXy4HUC
https://www.entomofago.eu/2018/05/02/edible-insects-in-japan/
https://www.instagram.com/reel/C5a8GNosQVk/?igsh=MTd5dWMwbGdwOGhwaw==
https://www.wired.it/article/farina-di-grillo-vendita-nutrinsect-autorizzazione-italia/
https://www.italiancricketfarm.com/
https://www.open.online/2023/06/14/italian-cricket-farm-azienda-torino-farina-grilli-europa/
https://www.nonsprecare.it/italian-cricket-farm-insetti-mangime-animali-allevamento?refresh_cens
https://www.ilmessaggero.it/alimentazione/pasta_con_farina_grillo_insetti_gusto_quanto_costa_news-7201723.html?refresh_ce
https://ilfattoalimentare.it/arrivano-snack-mais-farina-insetti-fucibo.html
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