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La libreria che non ti aspetti

da 18 Dicembre 2015Dicembre 29th, 2015Nessun commento

Una stanza piena di libri può raccontare storie che superano l’immaginazione. E allora, se è vero che la realtà supera la fantasia, zaino in spalla e partite con noi per questo viaggio alla scoperta delle librerie più stravaganti del pianeta!

In un mondo in cui la carta stampata e le copertine rigide stanno cedendo il passo agli schermi ad alta definizione di tablet ed e-reader, c’è chi ancora ama sentire il profumo di un libro nuovo e la sensazione delle pagine sotto le dita. Per questi lettori fuori dal coro, non c’è niente di meglio di un pomeriggio passato tra gli scaffali di una libreria o tra le pile di libri usati dei mercatini domenicali. È a loro che dedico questa breve rassegna.

Il nostro viaggio parte da una minuscola libreria nel cuore di Tokyo e dalla sua scelta rivoluzionaria e controcorrente, nella realtà Amazon-dipendente del tutto e subito, per poi spostarsi nella periferia nord-ovest della capitale giapponese, alla ricerca del primo Book & Bed sulla faccia della Terra. Lasciamo l’Oriente e atterriamo in Europa per le due rassegne conclusive: la prima in Olanda, in una cattedrale dal profilo gotico, dove sacro e profano si mescolano da centinaia di anni; a chiudere, la libreria Acqua Alta, entrata di diritto nella top ten degli hashtag più popolari dell’universo studentesco veneziano.

1. Pochi, ma buoni. La prima libreria mono-volume: Morioka Shoten, Tokyo

mono

La prima libreria mono-volume al mondo è stata aperta a Tokyo, al piano terra dell’edificio Suzuki, uno degli edifici storici sopravvissuti al bombardamento della città nel corso della Seconda Guerra Mondiale. No, non sono impazzita, avete letto bene: mono-volume, mono-libro, mono-titolo… chiamatela come volete. Un’unica stanza con un unico libro a settimana. È il libraio a scegliere il titolo, di volta in volta, e ad organizzare vere e proprie mostre d’arte (dalle fotografie alla ceramica, ai gioielli o stampe e dipinti) che facciano da sfondo al libro prescelto.

Un modello di business a dir poco particolare, che farebbe felici tutti gli indecisi come me.

2. Have a book night. La libreria-albergo che ci fa sognare: Book & Bed, Tokyo

hotel

Ancora una volta, sono i Giapponesi a stupirci con un albergo-libreria di 140 mq e 30 posti: la maggior sono piccole cuccette singole sul retro di una grande libreria di legno, con gli scaffali pieni di oltre 1700 libri sia in giapponese che in inglese. I prezzi, a dispetto di quanto si possa immaginare, sono più che abbordabili: dai 26 euro della camera “compact”, ai circa 34 euro della camera standard.

Volare in Giappone non è cosa per tutti, ma, se foste tra i pochi fortunati, non dimenticatevi di prenotare una stanza in questo albergo con largo anticipo: aperto a novembre 2015, ha registrato subito il sold out per i due mesi successivi!

3. L’Olanda fa sempre storia a sè e la libreria-cattedrale non fa eccezione: Boekhandel Selexyz Dominicanen, Maastricht

chiesa

Sicuramente più accessibile, l’Olanda è una terra ricca di bellezze naturali ed architettoniche. Non fa eccezione la chiesa dominicana sconsacrata di Maastricht, oggi adibita a libreria.

Il progetto di riconversione è stato certamente ambizioso, ma ha dato i suoi frutti: una grande libreria in acciaio nero a due piani in cui i clienti possono scegliere tra 25.000 titoli e dove la maestosità delle colonne imponenti e le bifore, accostata alle scaffalature high-tech, crea una dimensione straniante e piena di fascino.

Consigliata a chi apprezza l’architettura e perfino a chi, in chiesa, non ci vuole metter piede. Imperdibile.

4. L’arte risponde all’alta marea con la stravaganza, il genio: la libreria Acqua Alta, Venezia

acqua alta

Fondata dieci anni fa e classificata terza nella classifica Bbc delle 10 librerie più belle del mondo, è diventata meta irrinunciabile per gli studenti di Venezia. E noi, che questa città abbiamo imparato ad amarla e a capirla, non potevamo di certo esimerci dal raccontarla.

Come Venezia, l’Acqua Alta è unica nel suo genere: i testi non sono disposti in semplici scaffali, ma in una gondola a grandezza reale che campeggia nel centro del locale, in alcune canoe oppure in vecchie vasche da bagno o in enormi catini di legno. Così, in caso di acqua alta, i libri sono già in salvo. Il profumo è quello del salso e dei vecchi libri dalle pagine ingiallite, alcuni perfino in dialetto veneziano (come “El Principe Picinin”, ossia “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupery).

A fare impazzire i visitatori, la scala di libri costruita con vecchie enciclopedie su un terrazzino che si affaccia sul canale e dal quale si vede la Corte Sconta, detta Arcana, di Corto Maltese di Hugo Pratt.

Per chi non avesse confidenza con le calli veneziane, l’indirizzo esatto è: Calle Longa Santa Maria Formosa (Campiello Del Tintor), 5176 – Castello.

Cosa aspettate a farci un salto?

Che voi ci andiate davvero o che le visitiate “soltanto” con la fantasia, vi accorgerete che il libro come l’abbiamo sempre conosciuto ha ancora qualcosa da raccontare. L’e-reader è comodo, leggero, può contenere centinaia di migliaia di pagine con un solo click. Ma il libro è un’altra cosa.  Per alcuni sarò conservatrice, per i più severi persino fuori dal tempo, ma non importa: io, al piacere di girare tra gli scaffali di una libreria per trovare il libro perfetto e di riempirmi gli occhi con la storia che ha da raccontare, non voglio rinunciare.

Claudia Fontanin

Studia International Management, ma ha una passione per il saper fare Made in Italy. Introversa, ama il calcio, la musica e la fotografia. Crede che il valore si esprima con l'umiltà.

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