Leicester: la storia della volpe che arriva all’uva è realtà

Dilly Ding! Dilly Dong!” è tutto vero, probabilmente così titoleranno i quotidiani sportivi all’indomani di una di quelle imprese destinate ad essere scritte, in modo indelebile, nei manuali di storia del calcio, excuse me, del football.

Dalla lotta per non retrocedere a cui sembravano destinati, un goal alla volta, un punto, spesso tre, alla volta le foxes (questo il soprannome dei giocatori del Leicester) hanno conquistato il campionato inglese.

La favola del Leicester, e il lieto fine

Quello che all’inizio poteva essere considerato solamente follia è diventato realtà, in uno dei teatri del calcio più belli del mondo, a Londra: Stamford Bridge. Un lieto fine lontano 115 miglia da quella che è la casa dei beniamini di questa storia: il King Power Stadium. Nel quale, forse, sarebbe stato più poetico vincere il titolo alla prossima giornata, per merito, piuttosto che grazie allo sgambetto dei Blues (giocatori del Chelsea) ai cugini Spurs (giocatori del Tottenham), ma alla fine va bene così.

Va bene così perché il 2 Maggio 2016 è stata scritta la Storia.

Vardy Leicester

Il calcio operaio

Cuore, passione, sacrificio, grinte e voglia di riscatto, un breve elenco che tutti i soldi di sceicchi, petrolieri e magnati non potranno mai comprare, perché certe cose non le compri al chilo, certe cose le hai dentro, a tonnellate.

Diamo ad esempio un’occhiata al monte ingaggi dei main teams della Premier League:

  • Chelsea, 215.6 milioni di sterline;
  • Manchester United, 203 milioni di sterline;
  • Manchester City, 193.5 milioni di sterline;
  • Arsenal, 192.2 milioni di sterline;
  • Leicester, 62.6 milioni di sterline (quartultimo).

Un dato che fa riflettere, ma al quale, nel cuore dell’Inghilterra, i quasi trecentomila abitanti di Leicester e gli 11 che scendevano in campo ad onorare i propri colori, pare non abbiano dato molto peso.

Chissà cosa ne pensa Puma di questa impresa, dopo aver puntato forte sulla sponsorizzazione dell’Arsenal, rispetto a quella del Leicester. È vero che spesso Puma individua potenzialità nascoste e ancora inesplorate, ma un’impresa come questa non era pronosticabile neanche dal più lungimirante dei manager.

[Aggiornamento: lo abbiamo scoperto.]

Ranieri Leicester Murales

I Protagonisti di questa favola

I protagonisti sono gli undici “operai” che hanno lavorato da vero team, sapientemente orchestrati da un abile manager, profondamente umile, che ha sempre messo al lavoro al primo posto e, per dire, ieri notte, mentre la sua squadra stava vincendo la Premier League, lui stava tornando in aereo da Roma, dove era andato in giornata per passare un po’ di tempo con la madre novantaseienne. Ecco l’identikit dei protagonisti del Leicester City.

Sir Claudio Ranieri

Classe ’51, ex difensore, sulla panchina delle foxes da luglio 2015. In 3 parole? Lavoro, umiltà, basso profilo. Il primo sempre dimostrato sul campo, la seconda sempre trasparita in ogni parola, il terzo mantenuto fino a quando non è stato più possibile nascondersi dietro un dito.

Kasper Schmeichel

Figlio d’arte di uno dei portieri più forti che il calcio inglese abbia mai conosciuto, ha sopportato il peso di questa eredità, distinguendosi per parate decisive quanto un goal.

Wes Morgan e Robert Huth

Pilastri, rocce, elefanti. Tutto questo è merito loro, della loro forza fisica e disciplina in campo. Con una media di 91 kg di peso i due hanno letteralmente fatto la guerra a chiunque transitasse in area di rigore, e non contenti hanno segnato gol “pesantissimi” in questa stagione, valsi il titolo.

N’Golo Kanté

Vero e proprio motore del centrocampo della squadra, 17o cm di puro stakanovismo. Mai fermo, sempre presente nella manovra, il miglior recuperatore di palloni dell’intero campionato.

Riyad Mahrez

Tacciato di essere inadatto al calcio professionistico per la sua struttura fisica, ha messo tutti a tacere con giocate di classe sopraffina. Forse la sua struttura è inadatta al gioco del football, ma lui non lo sa e continua a giocare, facendo pure la differenza.

Jamie Vardy

Uomo simbolo di questa squadra, uno che fino a 6 anni prima alternava allenamenti di calcio a turni nella fabbrica di carbonio della sua città. Uno che però è riuscito a segnare 22 goal in 34 gare, 11 di questi in a row, di fila, superando un mostro sacro della Premier League come Ruud Van Nistelrooy. Giocatore dinamico, feroce e concentrato in ogni palla, è lui l’impersonificazione di questo fantastico sogno che è il Leicester City Football Club.

Ed eccoli qui, tutti insieme, durante quel momento:

L’identikit dell’Uomo di strada: da Leicester a Ceres

Vardy è stato definito, con molto affetto, dal suo coach stesso “uno un po’ matto”, scherza sempre, non si prende mai troppo sul serio, ma quando c’è da lavorare viene fuori un professionista ineccepibile. Saranno stati gli anni in fabbrica a renderlo così? Sarà quella fame che Jamie si porta dietro da sempre? La voglia di rivincita? Fatto sta che Jamie Vardy ricalca perfettamente quello che è l’uomo che viene dalla strada.

Chi se non LA birra di strada poteva accorgersi di questo parallellismo? Ecco che, puntuale come sempre, Ceres sforna l’ennesima trovata di marketing: un evento per portare una Ceres al centrocampista delle foxes Danny Drinkwater, ribattezzato per l’occasione DrinkCeres.

ceres drinkceres ceres4leicester

L’evento prevede un contest, cioè la realizzazione di uno striscione per convincere Danny a bere una Ceres e trasformare momentaneamente così il suo cognome. Ne verranno scelti 4, e i fortunati (magari anche qualcuno tra di noi, chissà) potranno andare a Leicester a festeggiare l’epocale vittoria.

Così “Portare una Ceres a Drinkwater perché l’acqua fa molto Tottenham” diventa subito virale ed il web si scatena. Così come un’onda di queste proporzioni arriva forse una volta nella vita di un surfista, un evento del genere arriva una volta per un brand. E, ammettiamolo, quelli di Ceres sono dannatamente bravi a fare surf.

La più grande favola del calcio moderno, una storia unica

Riconfermarsi a questi livelli sarà un’impresa ancora più grande, servirà forse ancora più lavoro, ma soprattutto incoscienza da parte di questi 11 eroi, in grado di ribaltare con una spallata quel calcio governato dalle sole logiche monetarie.

Chissà, però, quali saranno le quote del prossimo anno di tutti quanti quei bookmakers che davano il Leicester 5000:1, dopo questo lieto fine.

In tutta probabilità, tra qualche anno, potremo tirare fuori un vecchio DVD contenente questa fiaba tradotta in pellicola, dove ad interpretare Sir Claudio Ranieri potrebbe essere un certo Robert De Niro.

Una storia che la nostra generazione racconterà fiera ai propri figli e nipoti, la favola di quell’italiano, immigrato all’estero per cercare fortuna, diventato poi Re d’Inghilterra. Proprio come la racconterà lui.

ranieri Leicester fumetto

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