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Muji, la filosofia del design essenziale e atemporale

da 23 Dicembre 2015Nessun commento

Quando l’attenzione si fossilizza sul marchio di un prodotto e non sulle sue caratteristiche, il valore di un articolo viene percepito dal consumatore in modo alquanto limitato. Muji si pone come obiettivo proprio l’abbattimento di questo limite, proponendo una soluzione che si fonda sull’idea di un design semplice, funzionale e di qualità.

La creatività di un designer sta nell’immagine, nello stile, nella ricerca, nell’idea, nel significato che riesce ad attribuire all’oggetto che viene poi progettato e realizzato. Il valore che si vuole trasmettere è di per sé immateriale e frutto della creatività, che è catturata nella realizzazione di un prodotto, il quale viene portato sul mercato grazie ad aziende-piattaforma. Secondo questa prospettiva, le merci diventano una sorta di media capaci di trasportare quelle idee e quei saperi fino al consumatore.

In uno scenario come quello degli anni Ottanta, dove i consumatori giapponesi avevano la mania per i brand e per le firme, si inizia ad avvertire l’esigenza di trasmettere il valore di un prodotto per le caratteristiche che lo contraddistinguono e non per il marchio che porta. In questo contesto, e anche come risposta al sorgere di un nuovo interesse verso un ritorno ad una vita quotidiana più semplice, emerge la volontà di creare una contrapposizione alla tendenza delle masse di andare alla ricerca dei brand. Tale proposito si incarna in quella che è la missione di Muji, un’azienda-piattaforma nata in Giappone nel dicembre del 1980.

Inizialmente il progetto prende forma con il nome di Mujirushi Ryōhin – un’espressione giapponese che letteralmente significa “prodotti di qualità senza marchio” – all’interno di una catena di negozi preesistente chiamata Seiyu. Il progetto consiste in una linea di articoli creati con l’obiettivo di assegnare un valore al prodotto non in base al brand a cui appartiene, ma in base alla scelta dei materiali, alla cura della lavorazione, alla semplicità che va dalla progettazione fino all’imballaggio. Sono queste le caratteristiche ritenute importanti, ed è così che il prodotto in sé determina il suo stesso valore.

Il primo negozio Muji indipendente dalla catena Seiyu viene aperto nel 1983, il primo passo nell’espansione a livello mondiale di quella che oggi è un’azienda con un’identità solida e unica nel design immediatamente riconoscibile. Essenziali e atemporali, i prodotti no-logo di Muji sono ideati per rispondere alle esigenze dei consumatori, proponendo soluzioni d’acquisto per coloro che desiderano prodotti semplici ma non banali, di qualità e allo stesso tempo non eccessivamente costosi. Grazie alla loro funzionalità e durevolezza, per essere facilmente adattabili ai cambiamenti di stili di vita e ai cambiamenti nella gestione dello spazio abitativo. Si può dire che Muji sia diventato un vero e proprio lifestyle brand in cui prevalgono la razionalità e la ricerca dell’essenziale, che si può riscontrare non solo nei prodotti ma anche nell’organizzazione del negozio e nella struttura del sito web ufficiale.
Muji pubblicità

È veramente difficile, se non impossibile, collocare Muji all’interno di una categoria merceologica precisa. La gamma di prodotti offerta, infatti, è veramente molto ampia. Si spazia dagli oggetti tecnologici, agli accessori per uomo e donna, dagli articoli per la casa e la cancelleria agli oggetti d’arredo, il tutto pensato per garantire al cliente il massimo comfort nell’utilizzo. La scelta dei materiali con cui realizzare questi prodotti è estremamente attenta: vengono selezionati secondo la loro qualità. Si va alla ricerca delle migliori materie prime disponibili indipendentemente dal loro luogo di provenienza. L’utilizzo, quando possibile, di materiale riciclato e l’adozione di imballaggi lineari e semplici sottolineano una particolare attenzione nei confronti delle questioni ambientali.

La cultura del No Waste, infatti, appartiene a Muji e si affianca alla filosofia della semplicità. È grazie ad essa che l’azienda è in grado di offrire e sviluppare logiche di efficienza di costo, di consapevolezza gestionale e di attenzione al rispetto dell’ambiente. La conservazione delle risorse e l’eliminazione degli sprechi sono i due principi cardine nelle strategie di ecodesign che caratterizzano le diverse fasi del ciclo di vita del prodotto all’interno dell’azienda.

L’approccio adottato da Muji non è che altro che la traduzione dei principi della filosofia giapponese del Kanketsu, ovvero il concetto di semplicità, nell’odierno linguaggio della produzione industriale. Ciò ha dato vita ad una strategia di marketing anticonvenzionale del tutto innovativa, in diretto contrasto con le tipiche costose campagne pubblicitarie, con la creazione di oggetti riconoscibili da un marchio ben visibile e confezioni superflue.

Apparentemente dimesso, l’approccio di Muji è stato in grado di attirare l’attenzione del pubblico postmoderno interpretando con successo l’eclettismo dei nuovi consumatori. Infatti, grazie all’unione di funzionalità e praticità con un design semplice, l’originalità dei prodotti ha conquistato il favore dei clienti. Ed è così che, quasi paradossalmente, il “no-brand branding” nipponico è ora diventato una sorta di griff ricercata.

Anna Peron

Studia Economics and Mangement, ma nell’economia non vede solo numeri. Alla ricerca di sempre nuovi stimoli, ama la musica e viaggiare. Parola d’ordine: curiosità interdisciplinare.

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