La nuova frontiera della Space Economy: alla conquista della Luna

Quante volte ci è capitato di guardare la luna durante una serata stellata? Luna che da sempre nei secoli ci osserva instancabilmente, con la quale abbiamo avuto i primi contatti appena 50 anni fa.

Da sempre considerata un “inutile” ammasso roccioso, questo è però il più vicino e più facilmente raggiungibile dall’uomo. In questi ultimi 2 anni infatti l’interesse verso questa tratta sta aumentando, e raggiungerà il suo picco secondo le previsioni tra il 2024-2025 per diretta conseguenza di nuova ascesa della Space Economy.

 

Facciamo ordine, cosa si intende per space economy?

Fino a dieci anni fa circa il settore aerospaziale era sempre stato di competenza e prerogativa governativa. Attorno a questo ruotavano, e ruotano ancora ora, diverse aziende private specializzate anche nella creazione e produzione di componentistica per lo spazio (una di queste è Boeing). Questo è dovuto principalmente sia per un discorso di costi per ogni singola missione (ogni agenzia ha una pianificazione annuale di costi e obiettivi da perseguire)sia per la valenza politica che determinate azioni possono avere. Prendiamo per esempio la ISS (stazione spaziale internazionale), è stata costruita da America e Russia pochi anni dopo la caduta del blocco sovietico creando simbolicamente una stretta di mano tra due Paesi che fino a poco tempo prima erano in tensione per la Guerra Fredda. Inoltre le aziende appaltatrici partecipano alle varie missioni come fornitori, avendo come soggetto l’agenzia dello Stato stesso.

 

Gli esiti più recenti

Tuttavia, la chiave di svolta per l’inizio di un nuovo modello Space Economy si ha del 2011 quando gli Stati Uniti abbandonano il programma shuttle a causa dei costi elevati (circa 1 mld di dollari a viaggio) e insieme alle agenzie europea e giapponese diventa cliente dell’agenzia russa per inviare i propri astronauti nella stazione spaziale internazionale (ad un prezzo più accessibile di 80/90 mln a persona).

La ricerca di un indipendenza americana per quanto riguarda il viaggio spaziale umano unito alla crescente domanda di viaggi spaziali a fini commerciali privati e non ha creato un ambiente fertile per la nascita di diverse aziende private come SpaceX, Blue Origin, Virgin Galatics oltre ad altre decine che si stanno specializzando in vari aspetti e comparti di questo settore.

Terra

Perché la Luna

Negli ultimi 30 anni il mondo e i suoi vari assetti ed equilibri geopolitici sono cambiati, sono subentrate nuove scoperte scientifiche e sono state sviluppate nuove tecnologie. Ciò si lega al fatto che in questo settore non non esistono limiti di espansione e gli investimenti sono come minimo a 6 zeri, la Luna rientra perfettamente nei piani come progetto pilota per le future colonizzazioni dei prossimi decenni a venire.

Tuttavia, la partita Luna-colonia sta gettando le basi di una delle prossime guerre commerciali e politiche che interessano il nostro pianeta e per la prima volta, indirettamente per le ripercussioni,  un altro pianeta. Infatti a questa scacchiera, oltre ai player Usa, Europa e Giappone e Russia, la Cina e con il suo programma spaziale e relativo budget avanza a grandi passi ponendosi grossi obiettivi nel medio lungo termine.

 

Gli Stati Uniti

Il programma americano si pone come obiettivo quello di creare una stazione spaziale orbitante attorno alla Luna, con il contributo anche dell’agenzia spaziale europea come tramite e stazione di transito per gli astronauti dalla terra diretti alle prime missioni sul suolo lunare. Inoltre la Nasa, oltre ad aver già selezionato i 18 astronauti per la missione Artemis, ha già distribuito tramite appalti a diverse aziende private il compito di creare strutture e veicoli al fine di giungere in sicurezza sulla stazione.tra i progetti più ambiziosi troviamo sicuramente l’accordo tra Nasa e Nokia per portare la tecnologia 4g per le comunicazioni.

Parallelamente al progetto dell’agenzia corrono anche i privati, come ad esempio Spacex, azienda che si è posta l’obiettivo di giungere sul suolo lunare con i propri mezzi entro il 2022.

I progetti lunari,come detto precedentemente, gettano le basi e vanno a creare delle nuove rampe di lancio per i progetti ancora più ambiziosi per quanto riguarda il 2050 con obiettivo Marte.

Artemis plan

La Cina

La cina in contro riposta invece procede a passi spediti verso la creazione di un propria base spaziale orbitante sulla terra aprendo le porte a possibili cooperazioni internazionali sia sul piano industriale che di esperimenti da fare in futuro all’interno di essa.

Inoltre ha appena concluso con successo una complessa missione lunare al fine di raccogliere dei campioni del suolo da analizzare sulla Terra, dimostrando la volontà di bruciare le tappe per raggiungere lo stesso livello degli altri Paesi. Si dice che quest’anno la Cina effettuerà circa 40 lanci al fine di giungere in un breve periodo di massimo un paio di anni alla conclusione e messa in funzione dei suoi diversi progetti.

 

Rifiuti spaziali

Al di là della volontà di colonizzare i diversi pianeti a noi più vicini, il settore privato guarda con grande interesse 2 aspetti che aprono di fatto a investimenti a lungo termine: il problema dei rifiuti spaziali abbandonati in orbita e la conquista delle materie prime che giacciono sugli asteroidi.

Per quanto concerne il primo aspetto,non solo i mari e terreni sono inquinati a causa nostra ma anche lo spazio attorno al nostro pianeta è disseminato di detriti e materiale che ha ormai terminato il suo ciclo vitale. Questa è la diretta conseguenza di più di 70 anni di missioni spaziali poiché non tutto quello che serve per lanciare un satellite o altro rientra sulla terra o viene distrutto dall atmosfera.  Oltre ai grandi apparati che vengono preventivamente posizionati in modo che al rientro finiscano nei fondali oceanici, i piccoli detriti rappresentano un potenziale pericolo per tutte le altre apparecchiature funzionanti causando danni in caso di scontro.

Per questo motivo molte aziende si stanno concentrando sulla creazione di apparati che una volta in orbita avranno il compito di catturare i detriti più grossi e portarli con sé fino alla distruzione nell’atmosfera, aprendo di fatto ad una corsa privata per la raccolta dei rifiuti spaziali.

 

Gli asteroidi

Il secondo aspetto riguarda il futuro energetico del nostro pianeta: con l’avvicinarsi all’esaurimento di molte materie prime, si sta guardando con sempre maggiore interesse verso la ricerca di un modo di prelevare queste materie prime direttamente da asteroidi che da millenni passano vicino al nostro pianeta. Questi sono ancora progetti sulla carta ma molte aziende si stanno muovendo per creare le condizioni affinché diventi possibile. Quest’ultimo aspetto coinvolge anche non poche questioni di territorialità politica legate a trivellazioni oltre che all’aspetto economico: tuttavia a detta degli esperti questo ambito vedrà nei prossimi decenni un grande sviluppo ed interesse per i potenziali guadagni che ne nascerebbero.

Space

Cosa ci aspetta?

La nuova corsa allo spazio è appena iniziata, sia dal punto di vista delle agenzie spaziali che dal punto di vista del settore privato, e tutti vogliono farne parte per ottenere primati e guadagni.

Sicuramente la nostra generazione sarà spettatrice di questo crescendo ambizioso, ma sarà anche quella che per prima ne potrà godere dei risultati?

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