“Reverse Selfie”: la campagna di Dove contro la distorsione digitale

Reverse selfie Dove

Dove, il noto marchio di prodotti di personal care di proprietà di Unilever, continua la lotta per tutelare i veri standard di bellezza con una nuova campagna impattante contestualizzata nell’era dei social networks. Il brand ha un unico obiettivo: evidenziare i danni derivanti dai selfie modificati tramite la campagna “Reverse Selfie”.

#NoDigitalDistorsion: aumentare l’autostima dei giovani

#NoDigitalDistorsion è la storica campagna di Dove con l’obiettivo di promuovere un’immagine positiva del corpo sui social networks e aumentare l’autostima nei giovani.

Da sempre Dove vuole far sì che i giovani abbiano un rapporto positivo con il proprio corpo. Basti pensare al Progetto Autostima: si tratta di un progetto attivo dal 2004 che ha come obiettivo quello di aiutare i giovani a valorizzare la propria unicità esprimendo a pieno il loro potenziale e che mira a coinvolgere – entro il 2030 – ben 250 milioni di giovani sul tema.

Se è vero che i social networks sono un mezzo di condivisione e di comunicazione, è altrettanto vero che tra gli effetti negativi dei social c’è quello di essere troppo focalizzati sull’apparenza, sull’immagine, sull’aspetto fisico.
Spesso, se le persone non si sentono vicine agli standard di bellezza proposti dai social, possono sentirsi inadeguate e tristi, specialmente se si tratta di giovani ragazze e ragazzi.

Da alcuni dati presenti nel sito di Dove emerge che:

  • 4 ragazze su 5 ammettono di paragonare il proprio fisico a quello di altre persone sui social networks;
  • le ragazze, di media, si scattano ben 14 selfie prima di postare la foto perfetta sui social networks;
  • l’80% delle tredicenni ha un’immagine distorta del proprio aspetto online.

E qual è il modo migliore per oscurare un piccolo difetto e postare una foto perfetta sui social? Di certo utilizzare un filtro…purtroppo! Ce ne sono di moltissimi tipi: basti pensare al filtro che leviga la pelle, oppure al filtro che scolpisce il naso o che ti gonfia le labbra.

Utilizzare all’inverosimile dei filtri applicati ai propri selfie è un campanello d’allarme che fa pensare alla volontà della persona di voler conformarsi a modelli inarrivabili di bellezza imposti dalla società.

Dove contro i filtri dei social e le manipolazioni delle immagini

La distorsione digitale ha un impatto negativo sull’autostima: è con questo presupposto che nasce “Reverse Selfie”, la campagna di Dove firmata da Ogilvy in onda dal 20 Aprile.

“Reverse Selfie” – sotto le note di un pianoforte – riavvolge gli eventi di Grace, una ragazza che modifica un proprio selfie con un uso smodato dei filtri, selfie che successivamente posta con la didascalia “My new look”.
Dove de-costruisce i filtri applicati al selfie per poi far vedere la ragazza infelice del suo aspetto davanti allo specchio e conclude con un messaggio chiaro:

The pressure of social media is harming our girls’ self-esteem. […] More screen time during the pandemic has made things worse. Have the selfie talk today.

Lo stesso Alessandro Manfredi – vicepresidente esecutivo di Dove – spiega:

Ora che i social media sono cresciuti diventando parte delle nostre routine quotidiane, la digital distortion sta avvenendo sempre di più e i tools di modificazione delle foto, una volta solo in mano ai professionisti, sono ora accessibili dalle giovani adolescenti senza nessun controllo.

Dove reverse selfie

e continua dicendo:

Le ragazze, in tutto il mondo, sentono l’impellente bisogno di modificare e distorcere il modo in cui appaiono, creando qualcosa di ‘perfetto’, che non potrà mai essere raggiunto nella vita reale. Dopo un anno nel quale il tempo passato davanti allo schermo è aumentato, è importante prendere delle azioni.

Campagna dove reverse selfie

Oltre a Dove, anche molte influencer stanno cercando – soprattutto su Instagram – di far passare il messaggio di “normalità”; la normalità nell’avere delle imperfezioni sul viso, la normalità di avere la cellulite, la normalità nell’avere dei kg in più.

Basti pensare a Beatrice Valli – modella e influencer conosciuta grazie alla partecipazione a Uomini e Donne – che normalizza i kg ottenuti durante la gravidanza dei suoi figli, in particolare dell’ultima figlia, Azzurra. Oppure ad Alice Basso – nota influencer e moglie del Dj Mauro Ferrucci – che nel suo profilo Instagram ha creato una cartella in evidenza chiamata “NO FILTER” in cui – con tono scherzoso – spiega quanto possano ingannare le foto e i video postati sui Social Media.

Le immagini inverosimilmente modificate possono creare danni di un certo tipo sull’autostima dei giovani. Ecco che l’ennesima campagna di Dove rappresenta un impegno ancor più forte nel mutare la natura tossica dei canoni attuali di bellezza, distanti anni luce dalla realtà.
….normalizziamo la normalità!

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