Viaggiare: forse non lo stiamo facendo nel modo giusto

Turismo sostenibile escursione contatto natura

L’atto del viaggiare è divenuto talmente parte del nostro modus vivendi che ormai è quasi inconsapevole; non ci rendiamo conto di quante volte abbiamo indossato i panni del turista e soprattutto di quanto questa figura influenzi l’economia, la società e l’ambiente.

Ostacoli e problematiche del turismo non consapevole

Il settore Travel & Tourism si propone come motore per lo sviluppo economico, stiamo parlando infatti di un comparto che copre il 10% del PIL (Prodotto Interno Lordo) globale e che nel 2016 ha generato 2,3 trilioni di dollari.

Si tratta di un fenomeno dalla portata davvero rilevante con prospettive di crescita vertiginose; l’Organizzazione Mondiale del Turismo prevede che nel 2030 il flusso internazionale di turisti supererà i 2 miliardi, contro quasi 1,5 miliardi del 2019.

D’altro canto, questa crescita esponenziale ha causato non pochi problemi per la sostenibilità e per le comunità ospitanti:

  • è responsabile dell’8% delle emissioni globali di CO2, dovute principalmente ai mezzi di trasporto ma anche all’edilizia, all’accoglienza, allo smaltimento dei rifiuti e, in generale, a tutti i settori che ruotano attorno alla creazione del prodotto turistico
  • spreco di risorse
  • mercificazione di tradizioni locali con successiva perdita d’identità culturale delle comunità coinvolte
  • overtourism, ovvero il sovraffollamento di una destinazione turistica con la successiva distruzione di patrimoni culturali e ambientali

Nell’odierna società globalizzata, smaniosa di trasformazioni e in continua evoluzione, anche il nostro amato settore turistico ha bisogno di profonde innovazioni soprattutto, oseremmo dire, culturali.

A questo punto una domanda può sorgere spontanea: esiste un modo per essere turisti e viaggiatori senza compromettere il sistema ambientale e culturale della destinazione?

La risposta è fortunatamente affermativa, bisogna indirizzarsi verso il turismo sostenibile.

Destinazione turismo sostenibile

Affrontare il problema della sostenibilità delle attività antropiche è quanto mai attuale e ineludibile.

Anche l’industria turistica deve fare la sua parte. Appare imprescindibile avviare una profonda innovazione del settore, soprattutto da un punto di vista culturale.

Occorre un nuovo modello di sviluppo che coniughi la sostenibilità economica con quella ambientale con il necessario coinvolgimento sia della domanda che dell’offerta turistica. Quest’ultima, in particolare, ha bisogno di nuovi modelli di marketing in grado di accompagnare i consumatori verso modelli di green tourism.

Un marketing, in poche parole, capace di “educare” domanda e offerta a modelli virtuosi e, ne siamo sicuri, più soddisfacenti dei vecchi modelli.

Siamo costantemente bombardati da notizie e campagne pubblicitarie dei media in cui compare il termine “sostenibile” correlato al mondo dei viaggi, ma sappiamo esattamente quando un’offerta turistica è considerata sostenibile?

La risposta più immediata è la condizione, fondamentale ma non esclusiva, della gestione razionale delle risorse ambientali ma figurano diversi altri fattori:

  • partecipazione delle popolazioni locali alle attività turistiche
  • compatibilità con ambiente e società del luogo
  • profitto delle attività economiche
  • sviluppo economico locale

Le sopracitate sono caratteristiche imprescindibili ma si ha bisogno di un vero e proprio cambiamento e aggiornamento anche del nostro modo di percepire il viaggio.

turismo sostenibile campeggio roadtrip

Turismo sostenibile, campeggio e contatto con la natura. Foto di @greeggss

Nicolas Bouvier diceva:

Perdersi. Quando ci si smarrisce i progetti lasciano il posto alle sorprese, ed è allora, ma solamente allora, che il viaggio comincia.

Verso un modello di viaggio immersivo

Stiamo trattando una tematica sulla quale si sono interrogati numerosi intellettuali e che ha da sempre pervaso la scrittura e la storia dell’uomo. A partire dal viaggio omerico di Ulisse con la contrapposizione fra il nostos (tornare nostalgico) verso Itaca e il neesthai (partire) verso mete sconosciute, passando per grandi classici come “Gulliver’s Travels” di Swift, “Le Tour du monde en quatre-vingts jours” di Jules Verne arrivando alla concezione ungarettiana del “Girovago” viaggiatore senza meta.

Questi erano solo alcuni esempi il cui filo conduttore è la concezione di viaggio inteso come esperienza di crescita e maturazione attraverso l’immersione completa in tradizioni e culture diverse. Allo scopo di preservare per le generazioni future l’opportunità di compiere il vero e proprio turismo culturale, dovremmo fare tesoro dei suddetti esempi e cambiare modo di concepire il viaggiare.

Tutti noi dovremmo abbandonare le standardizzazioni, le destinazioni abituali indotte dalla cultura di massa e liberarci dagli indottrinamenti dei social media; finalmente smettendo di insistere su destinazioni solo per il gusto di scattare la solita foto replicata milioni di volte, ad esempio su Instagram (fenomeno Instarepeat).

Dobbiamo sperimentare nuove destinazioni, creare nuovi itinerari, ritrovare il contatto con la natura del nostro pianeta e rivolgerci agli esperti del settore che fanno della creazione di nuovi itinerari sostenibili il loro grido di battaglia.

Citando il sito di Utravel, noto tour operator di recente nascita per viaggi under 30, abbiamo un esempio di impegno in questa direzione:

Quello verso la sostenibilità è uno dei viaggi che più in assoluto ci sta a cuore. Un percorso fatto di passi quotidiani verso un modo di esplorare il mondo più responsabile e di cui vogliamo essere i primi portavoce.
Un percorso che per noi significa consapevolezza, compensazione e azione.

Green tourist: le caratteristiche del viaggiatore responsabile

Il nuovo turista green dovrebbe seguire una rinnovata filosofia di viaggio che prevede:

  • rispetto per l’ambiente e i suoi abitanti
  • utilizzo di trasporti locali e bike sharing
  • preferenza di prodotti e strutture locali offerte dalla comunità ospitante e non il risultato del trapianto forzato della nostra cultura in un altro paese
  • informarsi prima di partire su usi e costumi locali, apprezzando il confronto fra culture e cercando di abbandonare ogni forma di etnocentrismo
  • scelta di strutture ricettive a basso impatto ambientale fra quelle proposte, ad esempio, da Ecobnb

Call to action: “Check&Go, ready for the trip?”

Vuoi avere l’opportunità di partecipare a un evento in cui verranno approfondite questa e tante altre tematiche relative al turismo?

Se questo argomento ha stuzzicato la tua curiosità, ne vuoi sapere di più sul turismo e sei come noi un amante dei viaggi ti invitiamo a partecipare, il 10 dicembre, all’evento gratuito “CHECK&GO: READY FOR THE TRIP? targato MARKETERs club Comitato di Torino che vedrà la partecipazione di numerosi ospiti del settore, fra cui il sopracitato “Utravel”. Per ulteriori informazioni, iscrizioni e dettagli potete visitare la pagina Instagram @mktrsclub.to , vi aspettiamo!

Articolo scritto da Alessandro Gregucci

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