Una passione trasmessa di generazione in generazione: intervista a Matteo Rizzante, il general manager di The J44

Finalmente è arrivata la stagione estiva, quel momento dell’anno in cui la luce del sole ci accompagna fino a sera, la salsedine si mescola ai granelli di sabbia sulla pelle dorata e le notti sembrano essere infinite. E quest’anno, più dei precedenti, si sente la necessità di muoversi, viaggiare e sentirsi liberi. Ognuno vuole vivere un momento unico ed indimenticabile, scrivere una pagina in più della propria storia, dove tra le righe si trovano risate, coccole e relax.

Per far sì che un posto diventi speciale, però, è necessario andare oltre l’apparenza. È fondamentale che due narrazioni di vita entrino in empatia e si intreccino, perché solo chi ti conosce riesce a capire i tuoi bisogni più segreti.

C’è un luogo dove tutto questo avviene, dove nella tua vacanza non sarai un ospite come tanti altri, ma sarai unico e speciale. Questo è lo scopo dell’esperienza che la gestione Rizzante vuole farti vivere al primo lifestyle hotel a cinque stelle di Jesolo: il The J44. Si tratta di un progetto innovativo, fonte di lavoro, dedizione e un valore aggiunto dato dallo sguardo fresco e lungimirante della nuova generazione amalgamato all’esperienza e la consapevolezza di quella d’origine.

A parlare di come un’attività familiare possa evolversi e a raccontare di questa nuova meta turistica del lifestyle jesolano c’è Matteo Rizzante, il General Manager del The J44.

Buongiorno Matteo! Lei proviene da una famiglia che nella città di Jesolo è sempre stata protagonista in ambito alberghiero e che ha quindi visto un cambio generazionale importante. Su cosa ha puntato prevalentemente quando ha preso lei in mano la gestione?

A questo punto dell’attività non possiamo parlare di un vero e proprio cambio di gestione, ma piuttosto di una collaborazione. Ancora oggi l’intera famiglia è coinvolta nell’attività e ognuno ha dei ruoli ben precisi a seconda delle proprie passioni e propensioni. Mio padre, Sandro, si occupa maggiormente della parte finanziaria, mentre io ho puntato sul ramo della comunicazione e del marketing interessandomi anche alle mansioni relative all’organizzazione e alle prenotazioni.

Possiamo dire che sono cresciuto a “pane e albergo”. L’hotel era la mia seconda casa e, si sa, in questi casi le scelte sono due: o diventi intollerante all’attività di famiglia o ne diventi dipendente e per me è stata la seconda. Ciò che mi affascina è che questo è un lavoro tosto e impegnativo perché coinvolge molteplici ambiti che vanno dalla finanza alla ristorazione, passando per il marketing e la psicologia. È un lavoro in cui sicuramente il risultato economico è centrale, ma bisogna saperlo gestire, e soprattutto non è l’unico aspetto su cui concentrarsi. C’è la necessità di creare continuamente relazioni con i clienti, in primis, ma anche con i collaboratori, perché si sentano soddisfatti, e con tutta la rete di fornitori e persone attorno alla Rizzante Hotels. È un lavoro dove centrali sono la soddisfazione del personale in quanto primo elemento per quello che è il nostro maggiore obiettivo: la soddisfazione del cliente.

La propensione alla crescita è una caratteristica genetica e un obiettivo costante, tanto che siete  arrivati a costruire interamente un nuovo albergo che ha visto la luce quest’anno e che risulta essere molto innovativo. Che valori vuole comunicare con questa nuova impresa?

Questo è un momento molto importante per la famiglia, perché The J44 non è solo un albergo in più, ma è la sintesi di un’attività nata da mio padre e che ora sta coinvolgendo a 360° anche i suoi due figli che amano questo lavoro. Non vediamo l’ora che  The J44 sia aperto, ai primi di dicembre, per vedere concretizzato questo progetto così ambizioso. Il nostro obiettivo è quello di dar vita ad un luogo con una clientela esclusiva, ma con uno stile informale dove il focus è improntato sul divertimento. Vogliamo che i nostri clienti non si sentano mai in imbarazzo nel fare richieste e si sentano sempre liberi di esprimersi anche se il contesto è lussuoso.

Nel sito, The J44 viene definito come il primo lifestyle hotel: cosa si intende e a quale target si rivolge?

Questo è un albergo per la città, un luogo da vivere sia per i turisti che per gli jesolani. Al suo interno si può trovare il primo skybar con piscina, caratterizzato dal marchio Tacco11 della famiglia Pellegrini, il ristorante stellato Jolà e una lobby, il tutto aperto al pubblico e non solo per gli ospiti. Visti gli spunti interessanti presenti nella struttura, con Lifestyle intendiamo un luogo al passo con i tempi che offra situazioni dinamiche. Il target a cui ci rivolgiamo è giovanile: nello specifico coppie che cercano momenti di leggerezza e divertimento, anche se non sono state fatte esclusioni e abbiamo camere più ampie a disposizione di famiglie.

 

Quanto è importante per lei offrire un’esperienza personalizzata?

Per noi garantire un momento su misura per il cliente è fondamentale. Vogliamo che chi entra al The J44 si senta compreso e protagonista di un’esperienza curata nel minimo dettaglio. Considerate le altre strutture presenti sul territorio, abbiamo deciso di non puntare su una grande spa, ma su un centro benessere ricco di “coccole e relax” con tutti i servizi necessari e delle terrazze con vista sulla laguna. Abbiamo a disposizione anche un’estetista e una massaggiatrice, che si prenderanno cura di ogni centimetro del corpo dei nostri ospiti. Siamo inoltre attrezzati per organizzare escursioni o cene suggestive a Venezia a bordo di un taxi.

L’esperienza su misura è uno degli aspetti centrali in questo progetto, tanto che nel ristorante Jolà si può provare un’esclusiva esperienza di emotional food: cosa intendete offrire?

Vogliamo valorizzare il territorio sul quale siamo situati e non solo facendone conoscere ogni sua sfaccettatura, ma anche attraverso il cibo. Ogni piatto trasmette un’emozione e noi vogliamo trasmettere la passione che proviamo per le nostre origini in ogni singolo sapore.

Ti ringraziamo per il tempo dedicato e ti auguriamo buona fortuna per questo nuovo viaggio.

Da questa storia emerge come un’attività familiare, inizialmente ristretta, grazie all’unione di due generazioni, con visioni differenti ma con lo sguardo nella stessa direzione, sia cresciuta e si sia evoluta restando sempre al passo con i tempi. Altro elemento fondamentale è non limitarsi a vendere servizio, ma andare oltre e dare quel valore aggiunto capace di rendere un’esperienza comune in un viaggio unico.

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