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Zaha: l’omaggio di un Marketers alla grande designer

Prima donna a ricevere il Premio Pritzker, inclusa dal Time tra le 100 personalità più influenti al mondo nel 2010, da Forbes tra le 100 donne più potenti nel 2006. Ma per il Washington Post bastava il fatto che fosse universalmente conosciuta con il suo nome di battesimo, “Zaha”, a far capire quale incredibile personalità fosse Dame Zaha Hadid: “Nessuna donna architetto prima di lei aveva raggiunto questo status”.

La celebre designer irachena è morta giovedì 31 marzo a Miami, all’età di 65 anni, a causa di una bronchite. La sua carriera è costellata di opere indimenticabili, progetti ancora da concludere, collaborazioni importanti. Ma non tutti sanno che Hadid era anche una personalità fortissima nella sfera del design e del luxury, che la vede addirittura a fianco di Pharrell Williams e di Karl Lagerfeld.

L’omaggio di un Marketers alla designer che affermò “Esistono 360 gradi, perché stare fermi su uno solo?” non può che essere allora verso le impronte che Zaha ha lasciato nel mondo dei grandi brand, dagli edifici ai gioielli (e sì, alle sneakers).

Il padiglione per Chanel a Hong Kong

Il padiglione Chanel, a Hong Kong

A marzo 2008 Hong Kong apre le porte alla mostra itinerante “Mobile Art”: lo sponsor è Chanel e la location è il futuristico padiglione espositivo firmato Zaha. Al tempo Karl Lagerfeld è già il direttore artistico della maison e il padiglione, omaggio alla iconica borsa matelassé, viene commissionato alla Hadid proprio in quanto Lagerfield ne è grande ammiratore.

La struttura, ispirata alla forma geometrica del toro, è un enorme anello bianco segmentato, rivestito in fibra di vetro, e porta chiaramente il marchio dell’architettura di Hadid: sensuale, dinamico e fluido.

Della sua opera, Zaha dirà: “Il nostro impegno consiste nel realizzate edifici in grado di evocare esperienze originali, una sorta di stranezza ed originalità paragonabili alla sensazione che si prova nel conoscere un nuovo paese. Sono questi i principi che hanno ispirato il Mobile Art Pavilion progettato per Chanel”.

Zaha e la BMW: una collaborazione che va oltre l’architettura

Il BMW Central Building a Leipzing. A fianco, la Bmw Z-Car

Venticinquemila metri quadrati e sessanta milioni di costo di costruzione, valsi il premio Riba e la candidatura per lo Stirling: Hadid ha così messo piede anche nel mondo di BMW, che a maggio 2005 apre lo stabilimento di Leipzig, in Germania. Il progetto di Zaha vince la competizione contro numerose altre case di design e si inserisce tra gli esempi più interessanti e innovativi dell’architettura di Hadid.

La struttura è un agglomerato di toni di grigio immerso nel verde della Sassonia. Ma la collaborazione con la grande casa automobilistica non si ferma all’architettura: un anno dopo Hadid ci riprova, questa volta non come designer di un edificio BMW, ma di una BMW vera e propria.

Si chiama Bmw Z-Car, una tre ruote alimentata a propulsione elettrica, dal taglio decisamente futuristico. Agli appassionati decidere quale dei due prodotti per l’automotive firmati Zaha sia migliore: il secondo, comunque, è finito al Guggenheim di New York.

Dal cemento al diamante: i gioielli per Bonnant e Swarovsky

La collezione “reticolare” per Bonnant

Si chiama “Caspita”, come una tipica esclamazione italiana di stupore: la stessa che viene di fronte al talento multiforme di Zaha, capace di passare dai grattacieli immensi alla più piccola delle opere di costruzione, il monile. La collezione disegnata per Bonnant viene definita dalla Hadid come un “reticolo multisfaccettato”: la designer ci ha messo il concetto, l’alto artigianato svizzero ha fatto il resto.

Non è l’unica volta che l’architetta irakena si cimenta con i gioielli: un’altra collaborazione importante sarà quella con Swarovski, e che la vede impegnata sia nell’esecuzione di installazioni per gli atelier del famoso brand di diamanti, sia nella realizzazione di una collezione vera e propria.

Zaha, il coccodrillo e Pharrell Williams

Le limited edition di Zaha per Lacoste

L’ingegno di Zaha arriva ovunque e le fa meritatamente mettere il piede in due scarpe. La designer ha infatti collaborato sia con Lacoste che con Adidas, la prima nel 2009 e la seconda nel 2014. Per il brand del coccodrillo, Zaha firma una limited edition per una collezione di solo footwear, che richiama in tutto lo stile fluido e dinamico dei suoi edifici. Suola e struttura della scarpa sono un unico insieme di curve che si espandono verso il polpaccio, futurista e incredibile.

Con Adidas, Hadid lavorerà invece insieme a Pharrell Williams, il cantante testimonial delle famose Superstar Pharrell. Lo stesso si è definito un grande fan di Zaha: “È una dei più talentuosi architetti del nostro tempo, anzi della storia”. Come dargli torto?

Consuelo Angioni

Giornalista pubblicista, una laurea in Filosofia e una in Marketing. Qui scrivo di big data e data mining, ma sul comodino ho David Ogilvy e sulla mia tazza il logo di CNN. Col caffè dentro, principalmente.

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